CareerBuilder.it indaga sulle dieci scuse per giustificare un ritardo in ufficio

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L’attuale situazione economica fa sì che i datori di lavoro prestino molta attenzione alla puntualità dei propri dipendenti. Ma la Rete offre scuse bizzarre

Lo studio sui ritardi in ufficio, condotto per conto di CareerBuilder.it, rivela sorprese incredibili. L’attuale situazione economica fa sì che i datori di lavoro prestino molta attenzione alla puntualità dei propri dipendenti. In Italia, il 44% dei dirigenti intervistati ha dichiarato di prestare molta più attenzione all’orario d’ingresso e di uscita degli impiegati, rispetto ai periodi di congiuntura favorevole. Il 10% degli imprenditori arriverebbe addirittura a licenziare i lavoratori che si presentano in ritardo 2 o 3 volte, mentre il 6% concluderebbe il rapporto lavorativo con chi ritarda 4 o 5 volte.

Gli intervistati hanno inoltre fornito una lista delle scuse più bizzarre utilizzate dai dipendenti per giustificare i loro ritardi: rapina nella banca di fronte a casa; impedimenti dovuti alla cenere vulcanica; preoccupazione per l’imminente caduta di una cometa sulla terra; un cavallo è saltato sul tettuccio dell’automobile: il gatto è rimasto incastrato nella gattaiola; un incendio nell’abitazione del dipendente; il dipendente è stato bloccato perché la sua vettura era uguale ad una rubata e la polizia ha voluto prendergli le impronte digitali; difficoltà ad adattarsi al cambiamento climatico dall’inverno all’estate; qualcuno mi ha nascosto la dentiera. Ma la più incredibile è: “Esco di casa sempre alla stessa ora. A volte sono in ritardo, a volte no. Non capisco!”.

Autore: ITespresso
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