Caro-telefonia mobile: il cellulare diventa un lusso?

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L’aumento delle tariffe della telefonia mobile è già costato caro agli utenti di Tim, Vodafone e Wind, indagate dall’Antitrust. Ma a far infuriare i consumatori è stata la stangata estiva. Tim ha mandato in pensione 10 tariffe scontate: gli aumenti scatteranno dal 9 settembre. Vodafone ha rimodulato le tariffe, dal 1 ottobre: 31 tariffe sparite accorpate in 7 piani. Secondo Altroconsumo, Tim e Vodafone hanno rincarato i costi medi di 35 euro in un anno. I rincari sono stati comunicati via Sms. Ma non finisce qui. Quaranta milioni di utenti europei potrebbero presto decidere di abbandonare il cellulare: l’allarme è di Vodafone, che accusa la Ue di voler rendere il cellulare un lusso, alla portata di pochi. Il rischio è che il taglio delle tariffe di terminazione si traduca in un aumento dei prezzi o nell’introduzione del costo per le chiamate ricevute

La lunga estate calda della telefonia mobile è cominciata con il pensionamento da parte di Tim di 10 tariffe superscontate: T im Menu, Unica, Unica 10, Unica New, Tim Zeroscatti, Tim Tribù da 1 Eurocent, Tim Famiglia, Tim Relax Base, Tim Club e Tim Base. Gli aumenti partiranno dal 9 settembre, e sarebbero dovuti alla Legge Bersani che azzerò i costi di ricarica.

Ai clienti, Tim chiede di accettare il rincaro (con sconti per le telefonate più lunghe di 2 minuti) o cambiare tariffa.

Anche Vodafone ha sfruttato il solleone estivo per semplificare le tariffe:31 tariffe sparite, accorpate in sette piani. I listini di Vodafone Italia cambieranno dal primo ottobre: l o scatto alla risposta passerà da 10 o 15 a 16 centesimi, ma per alcune tariffe il rincaro sarà anche del 60%, mentre il costo degli Sms scenderà a 10 centesimi.

Ai clienti Vodafone, non restano che le seguenti opzioni: passare al piano semplificato; scegliere una delle 5 offerte standard; lasciare il gruppo, senza penali e con restituzione del credito residuo.

I rincari sono stati comunicati via Sms: secondo le stime, sarebbero state cancellate chiamate low-cost per 10 milioni di client i.

A fine agosto, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AgCom) ha detto ‘basta’ a Tim e Vodafone condannandole a una sanzione pecuniari a, rispettivamente di 300 mila e 360 mila euro per pratica commerciale scorretta.

Dopo aver analizzato documenti, visionato spot televisivi e letto sms, ha indagato e scoperto che i c laim pubblicitari via sms (per Tim) e via televisore (per Vodafone) non rispettavano una chiara informazione economica ma si limitavano ad allettare il cliente con messaggi che falsavano il vero esborso pecuniario che gli stessi avrebbero sopportato in caso di attivazione.

Per quanto riguarda Telecom Italia, la società inviava sms sul cellulare dei propri utenti prepagati: “Attivato Flat Day fino alle 24”, così recitava il messaggino, senza chiederne preventivamente il consenso e senza fornire informazioni sulle relative condizioni economiche. Dalle rilevazioni dell’autorità è emerso che Telecom avrebbe inviato il messaggio dalla numerazione 4916 sui cellulari a prescindere dal piano tariffario dei clienti comportando un costo di attivazione di un euro.

In particolare, l’Agcom ha rilevato che Flat Day non è un’offerta promozionale che è attivata indistintamente a tutti gli utenti Tim, ma a tempo applicata solo ai clienti prepagati che abbiano avviato la navigazione in Internet al di fuori del portale mobile di Tim, che consente di navigare liberamente al costo fisso di un euro fino alle 24 e per un massimo di 5 Mb.

L’Agcom sostiene che l’sms non abbia carattere commerciale/promozionale perché raggiunge l’utenza dopo che il cliente ha cliccato volontariamente sulle sezioni del proprio cellulare, dedicate alla navigazione online uscendo dal portale Tim. Per queste e altre motivazioni l’autorità ha inflitto 300 mila euro di multa.

Per quanto riguarda Vodafone, l’autorità ha analizzato lo spot televisivo relativo all’offerta a condizioni promozionali del dispositivo per la connessione a internet detto Internet Key. Secondo l’autorità il messaggio poteva indurre in errore il consumatore medio riguardo al prezzo del servizio e della chiave di navigazione offerta e omettere informazioni rilevanti sui costi da sostenere per la sua fruizione.

L’enfatizzazione della gratuità dell’offerta ha innescato la multa dell’AgCom: sanzione di 360 mila euro (60 mila euro in più all’originario importo perché Vodafone è già destinatario di provvedimenti d’ingannevolezza in violazione del Titolo III, Capo II del dlgs n. 206/05, precisa il provvedimento dell’Antitrust).

Ma il 25 agosto l’AgCom ha disposto una sanzione di 300mila euro anche nei confronti di Wind per pratica commerciale scorretta.

La sanzione fa riferimento allo spot televisivo, andato in onda su diverse emittenti nazionali durante il mese di gennaio 2008, relativo all’offerta “Noi 2 Big Pack“. Lo spot pubblicitario enfatizzava il messaggio “Due sim che parlano gratis tra loro mille minuti al mese”, specificando in un testo scorrevole e in caratteri ridotti alcune condizioni rilevanti dell’offerta pubblicizzata, come la presenza di un costo di acquisto di 10 euro, un costo di attivazione di 7 euro e un contributo mensile pari a 4 euro.

Ma non finisce qui. Ora Vodafone lancia l’allarme sul taglio delle tariffe di terminazione, quelle pagate dai gestori per far passare le telefonate sulla rete di un altro operatore. La Ue vorrebbe ridurre tali tariffe del 70% entro il 2012. Ma Vodafone prevede che i gestori, per compensare i mancati introiti,

aumenterebbero i prezzi per i consumatori

: magari facendo pagare i clienti anche per le chiamate ricevute. Ma i clienti, già tartassati da una rimodulazione già troppo pesante delle tariffe, potrebbero dire addio al cellulare. Secondo Vodafone,40 milioni di utenti mobili europei potrebbero decidere che “la festa è finita” e buttare alle ortiche il cellulare.

Autore: ITespresso
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