Carrier IQ, Windows Phone non è a rischio rootkit

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Il rootkit Carrier IQ minaccia gli smartphone: Nokia e Windows Phone reclamano la propria estraneità, anche Google e Rim si chiamano fuori. Apple invece rilascerà un update. Ecco l’app per testare se il vostro smartphone è fuori pericolo

Un Rootkit si aggira per gli smartphone: Carrier IQ spaventa gli utenti e crea un nuovo caso, dopo il tracciamento di iOS della scorsa stagione. Mirosoft fa subito osservare la propria completa estraneità: nessun modello di Windows Phone, tanto meno il nuovo Nokia Lumia 800, è accusato di spiare gli utenti via rootkit. Anche Nokia è lapidaria e smentisce di aver mai avuto a che fare con Carrier IQ: “A seguito della diffusione di alcuni report non corretti, nei quali si afferma che il software di CarrierIQ sarebbe stato installato anche in dispositivi Nokia, l’azienda finlandese precisa che CarrierIQ non distribuisce prodotti per alcun device Nokia, pertanto tali informazioni sono infondate e scorrette“. Samsung Bada non è fra gli OS colpiti dal rootkit.

Anche RIM, su Reuters, prende nettamente le distanze dalrootkit malevolo. Google ribasdisce di non aver alcuna relazione con Carrier IQ.

Il Rootkit Carrier IQ minaccia iPhone (dalla versione iOS 3.1.3fino a quella attuale iOS 5) e Android (su modelli Samsung e Htc). Il rootkit, individuato in milioni di smartphone, può effettuare il log di qualunque cosa l’utente faccia. Lo denuncia un ricercatore di sicurezza, Trevor Eckhart. Carrier IQ non solo nega che il suo codice faccia spionaggio, ma ha minacciato Eckhart di azioni legali. Carrier IQ è stato individuato dal ricercatore al lavoro su Logging Test, che “spiava” quali apps giravano su uno smartphone.

Anche se rimane solo Apple, il rootkit non ha a che fare con i vendor e i creatori di OS mobili. Pur avendo negato di aver fatto uso dei dati Carrier IQ violando la privacy degli utenti, Apple è comunque costretta ad aggiornare per cancellare il rootkit.

Sotto la lente rimangono invece gli operatori mobili. I gestori telefonia mobile sono sul banco degli imputati: il rootkit mobile avrebbe catturato grandi quantità di dati, da SMS, Internet eccetera. Per quale motivo è ancora tutto da chiarire.

Unapp nel frattempo consente di scoprire se un utente ha il malevolo programma sul proprio smartphone. Come funziona, lo spiega Gizmodo.

Infine fa scalpore che la vicenda del rootkit malefico esca insieme con Spy File, nuovo progetto di WikiLeaks. I file pubblicati in esclusiva in Italia da L’Espresso puntano il dito contro l’underground del mercato delle intercettazioni e dello spionaggio elettronico: un settore che opera senza regole. Assange afferma che tutti gli iPhone, i Blackberry e la posta Gmail sono spiati con un sistema di sorveglianza di massa.

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A differenza da iPhone, Windows Phone è estraneo alla vicenda del rootkit: imputati i carrier telefonici?
Autore: ITespresso
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