Carta d’identità elettronica, i dubbi del ministro Stanca

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Nel maxiemendamento alla Finanziaria il ministro ha espresso contrarietà a disposizioni sulla Cie

Il ministro Stanca ha spiegato che i motivi della sua contrarietà “sono di molteplice natura”. La ferma presa di posizione di Lucio Stanca, Ministro per l’innovazione e le Tecnologie, è in merito alle disposizioni sulla Carta d’Identità Elettronica (CIE) contenute nel maxi-emendamento alla Legge Finanziaria 200 6. Con una nota il ministro ha innanzitutto espresso “tutta la propria soddisfazione perché due commi del maxi-emendamento relativi alla CIE sono stati dichiarati inammissibili”. Ma, contestualmente, ha pure manifestato il proprio disappunto in quanto “i commi 585, 586 e 587 relativi alla CIE sono stati formulati e inseriti nel maxi-emendamento nella completa assenza di coinvolgimento dello stesso Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie“. Il ministro ha inoltre dichiarato: “sono chiaramente in gioco rilevanti interessi economici intorno al ‘business’ della Carta d’Identità Elettronica che tendono ad escludere le logiche di mercato, le sole capaci di garantire la necessaria trasparenza ed economicità. E, comunque”, ha precisato Stanca, “se norma ci deve essere, deve per l’appunto essere quella di garantire l’apertura al mercato”. In secondo luogo, “anche per il solo comma finora rimasto nel maxi-emendamento (il n. 586)”, il Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie ha rilevato che “affidare la distribuzione e gestione della CIE a modalità simili a quanto fatto finora per la Tessera Sanitaria Nazionale significa di fatto non solo azzerare tutto il lavoro sin qui svolto in questi anni, prima per la fase di sperimentazione e, poi, per quella di emissione della CIE, ma anche escludere il coinvolgimento dei Comuni d’Italia”. Infine, Stanca ha preannunciato che “in caso di assenza o di insufficiente coordinamento tra le Amministrazioni“, si adopererà “nei tempi più brevi possibili perché la CIE non sia più lo strumento di accesso ai servizi telematici, ma rimanga un importante sicuro documento di identità fisica e non più anche digitale“.

Autore: ITespresso
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