La casa di Google, i sistemi di riconoscimento vocale al centro

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SLIDESHOW – C’è un servizio di Google per ogni bisogno, ma a volte ci si dimentica di utilizzarli e sfruttarli a fondo. Da qui l’idea di Google House. La casa di Google può essere la casa di tutti, basta avere un tablet o uno smartphone (anche non Android) e una connessione per chiedere tutto quello che si vuole, e risolvere… quasi sempre.

In quanti modi ci si può semplificare la vita utilizzando Internet? Tantissimi. Non è per nulla una novità. Si focalizza il proprio bisogno, si cerca la chiave per interrogare nel migliore dei modi il motore di ricerca preferito, si accede al servizio più adeguato e il gioco è quasi fatto: alla base c’è sempre l’idea di una interrogazione, ma oramai la prossima frontiera è chiaramente la possibilità di interrogare i servizi in linguaggio naturale, tanto meglio se da un’unica applicazione e con qualsiasi device, piuttosto che digitando un’intera frase su una tastiera. E’ questa in fondo l’idea di base di Google, che con l’iniziativa Google House (la casa di Google), a Milano, ha mostrato quante risposte ai bisogni quotidiani si possono trovare da casa senza bisogno di installare alcunché, semplicemente utilizzando tablet e smartphone, e non certamente solo quelli con Google Android, ma anche iOs e Windows Phone.

Google ha provato a immaginare i bisogni da soddisfare nei cinque ambienti classici di una casa qualunque e dopo New York, Londra e Parigi, anche a Milano è arrivata l’esperienza di ‘vita semplificata’ secondo il modello di Mountain View. Nulla di complicato, nessun servizio nuovo da scoprire, semplicemente nella casa di Google sono state messe in mostra tutte le potenzialità del motore e di servizi come Google Now, Chromecast, Google Translate, la sintesi vocale, i servizi Maps, Google Edicola e Google Play, 

La casa di Google, più di un servizio per ogni locale

Nel dettaglio, nel nostro slideshow, potete vedere tutti gli ambienti della casa di Google esplorati a partire dalla cucina dove è particolarmente utile poter lavorare a mani libere. Un ambiente quindi in cui la ricerca vocale, è fondamentale, per esempio quando si cerca e si vuole cucinare una pietanza nuova, magari lasciandosi aiutare dagli esperti, come Sonia Peronaci di GialloZafferano. Magari persino chiedendo a Google, a voce, di impostare per noi un alert dopo i dieci minuti canonici di cottura della pasta, per non lasciarla scuocere. Non ci si pensa, ma si possono anche fare cose così.

la casa di google studio
La casa di Google, lo studio e Art Project

In soggiorno invece la proposta della casa di Google è tutta legata a ChromeCast, che abbiamo già provato sul campo. Musica e film e contenuti di pagine Web possono essere visualizzati sul televisore semplicemente con una chiavetta Hdmi e sfruttando la propria rete WiFi domestica, non serve altro che tablet e smartphone. Anche quella legata al mondo della lettura è una proposta in continua crescita. E’ vero che mentre su iOs questa proposta si chiama ancora Google Currents, su Android è già rientrata nel cappello dei servizi Google Edicola, che raccoglie tutto il mondo dell’informazione e delle news, delle riviste come dei quotidiani, online e non; è obiettivo di Google uniformare le potenzialità dei propri servizi sulle diverse piattaforme, per un’esperienza cloud quanto più completa possibile, che passa quindi anche per il sistema di videoconferenza Hangout, con cui si completa quanto è possibile richiedere al motore di Google, con l’esperienza di interazione video con amici, colleghi e famigliari.

Nei momenti di studio e relax forse non tutti sanno che è un attimo poter contemplare da molto, molto vicino le eccellenze del made in Italy in digitale, dalle sale dei palazzi storici più famosi, ai dettagli più minuti dei nostri capolavori. Non si potrà mai rinunciare a una visita dal vivo, ma i particolari di qualche capolavoro si mostreranno ai vostri occhi ancora meglio in Art Project.

Infine, sempre suggestivo, arriva il momento di sfruttare Google per viaggiare: dai servizi aerei a quelli di traduzione, forse non tutti sanno che con Google Photos tornati da un viaggio si può realizzare uno slideshow con la musica da condividere con gli amici, direttamente con lo smartphone, senza nemmeno aver scaricato le foto e che Google Translate è possibile inquadrare un menu di un ristorante in una lingua sconosciuta, scattare una foto e ritrovarsi la traduzione per scegliere il piatto preferito, oppure semplicemente parlare in italiano con un barista brasiliano e farsi capire, per poi ascoltare la sua risposta in brasiliano e ascoltarla tradotta in italiano.

Certamente siamo solo agli inizi, e anche nella perfetta casa di Google non sono mancate le incomprensioni con i sistemi di riconoscimento vocale, ma la strada è quella. Sono vicinissimi i tempi di Hal 9000.

Casa di google

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Google House, il giardino

Per alcune delle foto Credits to Renato Liguori

 

 

 

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