Caso Microsoft, iniziato il processo dappello

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Non iniziano bene per il colosso informatico le udienze al processo dappello

Nel primo giorno dudienze per il processo dappello del caso Microsoft, i legali del gigante del software hanno ribadito che il cliente ha agito legalmente nella promozione dei suoi prodotti senza tentare di violare in alcun modo le normative sulla libera concorrenza. Richard Urowsky ha dichiarato che da parte di Microsoft non è stato fatto nulla che potesse impedire a priori a Netscape di guadagnare delle fette di mercato. Secondo il legale, tra il 1996 e il 1998, gli utenti di Netscape salirono da 15 a 33 milioni milioni di persone scelsero di utilizzare il Navigator, nonostante il fatto che lExplorer fosse stato inserito nel sistema operativo Windows. Sul versante opposto, i giudici del Dipartimento di Giustizia Usa Jeffrey Minear e David Frederick, hanno ribadito la necessità di dividere Microsoft, perché non ha rispettato le leggi sullantitrust. Si ribadisce così la sentenza già emessa dal Giudice distrettuale Thomas Penfield Jackson, che lo scorso 7 giugno aveva imposto il break-up della società. I rappresentanti dei 19 stati chiamati in giudizio e il Distretto della Columbia, responsabile in primo piano del procedimento, sembrano intenzionati ad accettare le argomentazioni dei due giudici distrettuali. Per Microsoft si profila una difesa difficile?

Autore: ITespresso
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