Caso Peppermint: Wind come Telecom Italia

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La casa discografica si sarebbe accordata con il noto provider per rendere
noti i nomi degli utenti legati agli indirizzi IP attraverso i quali sarebbe
avvenuto lo scambio di file protetti da copyright.

In vista dell’udienza odierna presso il Tribunale civile di Roma, sezione IX, l’associazione dei Consumatori Adiconsum, è venuta a conoscenza di un accordo intercorso fra i legali della casa discografica tedesca Peppermint e della società telefonica Wind, chiamata in causa come Internet Provider. Come è ormai ben noto, Peppermint ha condotto indagini attraverso la società svizzera Logistep, acquisendo gli indirizzi IP di circa 4.000 navigatori del Web italiani, accusati di scambiarsi via P2P file audio protetti da proprietà dell’azienda discografica tedesca. Ebbene ieri Adiconsum – scesa in campo insieme ad altre associazioni a tutela dei consumatori e della privacy – ha scoperto con suo grande disappunto che anche Wind, è quindi pronta a seguire Telecom Italia nel rendere noti a Peppermint i nomi dei suoi abbonati interessati da questo caso. La vicenda che non finisce certamente qui: Adiconsum con il suo comunicato stampa di ieri invita ancora una volta il Garante della Privacy a schierarsi dalla parte dei consumatori; in più, oltre al caso di Peppermint, si delinea all’orizzonte quello di Techland, sviluppatore polacco di videogiochi che ha messo in atto un’analoga iniziativa.

Autore: ITespresso
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