Cassazione: I blog non sono prodotti editoriali

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Cassazione: i blog non sono prodotti editoriali

La Cassazione si è espressa sul caso di Carlo Ruta, stabilendo finalmente che i blog – anche giornalistici – non sono prodotti editoriali

Una sentenza mette la parola fine a un quinquennio di contenziosi giudiziarie:La Corte di Cassazione annulla senza rinvio perchè il fatto non sussiste”. Secondo la Cassazione, i blog non sono prodotti editoriali. Riferendosi al caso di Carlo Ruta, accusato di essere “blogger clandestino”, la Sentenza di Cassazione dice un secco no. Come Scrive l’avvocato Fulvio Sarzana di S. Ippolito sul suo blog: “Dunque i blog ( anche giornalistici )  non rientrano nei prodotti editoriali della legge sull’editoria, non devono essere registrati e non sono stampa clandestina“.

La III Sezione della Corte di Cassazione presieduta da Saverio Felice Mannino, con la relazione del magistrato Santi Gazzara e la presenza del sostituto procuratore generale Policastro, ha messo la parola fine alle dispute “sugli obblighi di registrazione come testata telematica dei blog e sulla natura di stampa clandestina dei blog non registrati”.

Ricordiamo che il blogger, Carlo Ruta era finito nelle maglie della giustizia italiana, accusato e condannato di “stampa clandestina”. Il blogger era stato condannato per non aver registrato il proprio sito in Tribunale: multa di 150 euro (più 5.000 di spese giudiziarie) per violazione dell’articolo 16 della legge sulla stampa. Carlo Ruta, storico e giornalista, curava Le inchieste , un sito di giornalismo d’inchiesta su mafia e dintorni. Un altro suo sito, Accade in Sicilia, venne chiuso nel 2004. Il pm che aveva chiesto la condanna di Ruta era lo stesso Agostino Fera che aveva fatto oscurare il sito nel 2004. Guido Scorza, sul suo sito, aveva messo sotto la lente le motivazioni della sentenza: il blogger condannato dal Truibunale di Modica pone un interrogativo per tutta la blogosfera. Scriveva nel 2008 Guido Scorza: “Il Giudice date due soluzioni interpretative lasciate aperte dalla vigente disciplina sull’editoria (quella si scritta male e pensata peggio, da bocciare senza prova di appello come ho già scritto) ne ha scelta una incorrendo, probabilmente, in qualche leggerezza sulla quale tornerò nelle prossime ore“. Eaggiunge: “Proprio per questo, tuttavia, la situazione è più grave di quanto non sarebbe si trattasse “solo” di un errore giudiziario: il Caso Ruta ha portato alla ribalta un rischio che è noto agli addetti ai lavori sin dal 2001 ovvero quello che –complice la brutta nuova legge sull’editoria (la 62/2001) da un giorno all’altro l’intera Rete avrebbe potuto essere ritenuta clandestina…“.

Ma con la Sentenza di Cassazione il caso Ruta e dei blog clandestini, è chiuso. I blog (anche giornalistici)  non rientrano nei prodotti editoriali della legge sull’editoria, non devono essere registrati e non sono stampa clandestina. Il commento dell’avvocato Guido Scorza alla Sentenza, è lapidario: “Giustizia è fatta. Mai più “blogger clandestini”. È questa, probabilmente, la miglior sintesi possibile della decisione con la quale i Giudici della Corte di Cassazione, qualche ora fa, hanno scritto l’ultima pagina di una delle più brutte storie italiane legate al difficile rapporto tra regole e informazione online.

 

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