Cassazione: Niente molestie via e-mail

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L’imputato aveva mandato a una signora un’e-mail di insulti e offese. Ma, secondo una sentenza della Cassazione, la molestia via posta elettronica non è reato

Non è reato molestare via poosta elettronica. L’ultima sentenza della Cassazione va rispettata ma è destinata a sollevare polemiche. Sarà più complicato punire chi offende qualcuno via e-mail rispetto a chi insulta via Sms.

La Casazione giustifica la sentenza affermando che la posta elettronica è meno invasiva degli Sms.

La sentenza 24510 ha annullato con la formula ”perché il fatto non è previsto dalla legge come reato” una multa di 200 euro che era stata comminata per molestie a un uomo di Cassino (Frosinone). L’imputato aveva mandato a una signora un’e-mail di insulti e ”apprezzamenti gravemente lesivi della dignità e della integrità personale e professionale” del convivente della destinataria.

Ma la posta elettronica, al pari della posta tradizionale, usa una modalità asincrona e dunque ”non comporta (a differenza della telefonata o della citofonata) nessuna immediata interazione tra il mittente e il destinatario, né alcuna intrusione diretta del primo nella sfera delle attività del secondo”.

Ricordiamo invece che il Web-stalking è equiparabile allo stalking: chiunque minaccia o disturba qualunque persona fino al punto di provocare un cambiamento del suo stile di vita rischia il carcere fino a quattro anni. E se le molestie riguardano donne in stato di gravidanza o sono molestie ripetute nonostante gli ammonimenti, la pena e’ aumentata. Carcere per piu’ lungo tempo anche quando si tratta di molestie tra le mura domestiche.

Autore: ITespresso
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