Cda Telecom Italia, semaforo verde allo scorporo della rete

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Deciso lo scorporo della rete di accesso alla telefonia fissa. Via libera dal Cda di Telecom Italia allo spinoff. Un’operazione che impiegherà almeno 18 mesi

Come avevamo riportato ieri, il consiglio di amministrazione (Cda) di Telecom Italia ha dato il via libera allo scorporo della rete di accesso alla telefonia fissa. Ora potranno iniziare le trattative con la Cassa depositi e prestiti (Cdp) per l’entrata nel capitale di Opac, la nuova società della rete di accesso. Secondo indiscrezioni di ieri riportate da Bloomberg, sembra che il Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè voglia cedere inizialmente il 30% della rete, per tagliare il debito, che si attesta a 28.8 miliardi di euro.

L’accordo con la Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) prevede lo scorporo preliminare della rete di accesso, da conferire ad una newco della rete di telefonia fissa di cui Cdp diventerebbe azionista. Lo scorporo fa sì che i poteri speciali passerebbero sulla società della rete, liberando Telecom Italia da vincoli e paletti. Ai decreti attuativi servono però i pareri delle commissioni parlamentari.

Stando a Bloomberg, Telecom Italia vuole pianificare un investimento da 10 miliardi di euro in fibra ottica nella linea fissa. La spesa è prevista in dieci anni. “L’unità Opac SpA otterrà un buon ritorno di questi investimenti in quanto lavorerà come utility  con forte cash flow” stima Andrea Rangone, docente di business strategy presso il  Politecnico di Milano. “Fatturato e profitti saranno influenzati dalla decisione dell’authority che regolamenterà l’unbundling, definendo i prezzi che gli altri operatori devono pagare per l’accesso“.

Il Presidente del Consiglio Enrico Letta, favorevole allo spin-off, auspicherebbe “una separazione simile a quella della rete del gas e della luce” in cui il controllo della newco fosse ceduto alla Cdp.  “Nella nuova società confluiranno attività e risorse relative allo sviluppo e alla gestione della rete di accesso passiva, sia in rame sia in fibra, nonché alla componente attiva della fibra rappresentata da OLT (Optical Line Termination)  e Cabinet“, spiega una nota ufficiale.

Adesso la roadmap prevede la comunicazione all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni a cui seguirà la valutazione dell’impatto sulla regolamentazione vigente. “Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre deliberato di dare mandato al management di adempiere alle formalità previste dall’articolo 50 ter del decreto legislativo 1° Agosto 2003, n.259 (Codice delle Comunicazioni Elettroniche) in materia di separazione volontaria da parte di una impresa verticalmente integrata“, conclude il comunicato.

In merito allo scorporo della rete,  il commissario AgCom Maurizio Dècina ha sempre detto che se viene decisa, servono tre regole: servizi aperti, sistema IT unicobe comitato garanti. Secondo il commissario (intervista del 3 dicembre 012, inserto del Corriere della Sera), la NewCo “dovrebbe offrire non solo i servizi passivi come i cunicoli e la fibra, ma anche i servizi attivi” e cioè “il cosiddetto virtual unbundling local access, l’accesso virtuale per gli utenti delle reti Ngn, dovrebbero essere aperti a tutti i concorrenti, inclusa Telecom”. Inoltre l’Agcom dovrebbe chiedere un “unico sistema informatico” in grado di regolare “la contabilità degli accessi per Telecom Italia e i suoi competitor”; poi, servirebbe un “comitato, all’interno della newco” per garantire  “parità di accesi e correttezza dei piani di cablatura”, per stabilire dove e come stendere la fibra ottica.

L’operazione vedrà la luce non prima di 18 mesi.

Telecom Italia decide lo scorporo rete
Telecom Italia decide lo scorporo rete
Autore: ITespresso
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