C’è chi vuole la testa di Paul Otellini

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Intel, una delle aziende più solide e storiche della Silicon Valley, è costretta a fare i conti con l’aggressività di Amd

Amd ha già pubblicato una buona trimestrale con fatturato record, mentre Intel deve ancora fornire i dati più recenti. Ma, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe essere il peggiore trimestre di Intel negli ultimi anni: e Amd sta crescendo pian piano alle spese di Intel, anche se ancora le distanze sono forti e difficili da colmare per Advanced Micro Devices. E giàqualche società di analisi vocifera che il Ceo di Intel, Paul Otellini, non sia l’uomo giusto al comando per la società dei chip. Nonostante l’ottimismo a medio termine su Intel, Joe Osha di Merrill

Lynch sembra volere la testa di Otellini, reo, secondo la società di analisi, di non fornire risposte all’altezza delle aspettative e delle strategie future di espansione nei nuovi mercati. I capi di imputazione rivolti all’attuale Ceo sono presto detti: ritardi nei prodotti; problemi di competitività e reale innovazione. Nella scorsa decade Intel non ha saputo reagire all’opportunità colta da Amd sui server, e in generale sulla competività delle proprie soluzioni. Joe Osha preferirebbe qualcun altro a Paul Otellini: una figura come è stata Lou Gerstner per Ibm, che sappia rinnovare la strategia del colosso dei processori. Oltre alla sfida dei 64-bit, Hypertransport, dual core e della performance per Watt. Intel inoltre dovrebbe crescere anche in altri mercati, fuori dai desktop. Il c ompito di Otellini rimane comunque quello di reinvingorire Intel entro il 2008: altrimenti scatterà l’ora per guardare fuori dalla società in cerca di aria fresca e di un nuovo Ceo.

Autore: ITespresso
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