C’è una Web app per tutto

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Da uno studio della Commissione europea, entro il 2018 il business continentale delle applicazioni per smartphone potrebbe valere 63 miliardi di euro, il triplo rispetto ad oggi

Tablet e smartphone sono i dispositivi che si connettono di più in mobilità e che si arricchiscono con l’ecosistema delle applicazioni Web. Ci sono Apps per tutti i gusti: per l’intrattenimento digitale, per i bambini, per la produttività e per la vita di tutti giorni. Professionali, per l’ufficio, utility: gli application store sono una miniera di Web apps. App Store ha superato i 10 miliardi di download, Nokia Ovi Store conta 3 milioni di download al giorno,  Windows Phone 7 Marketplace fa leva su 8 mila apps e su 30 mila sviluppatoriAndroid Market ha superato le 100 mila apps e anche Blackberry App World evolve.

Pandora, produttore di una delle app più scaricate su iPhone e Android, sta per sbarcare in Borsa: Ipo da 100 milioni di dollari. Zynga, che realizza le apps di Farmville, è sotto i riflettori da mesi. Secondo Idc il download di Web apps raggiungerà la quota di 25 miliardi unità. Secondo Gartner è un business da 15.9 miliardi di dollari entro il 2012 e fino a 58 miliardi di dollari nel 2014, in crescita del 1000% in un quadriennio. Un mercato in grado di trainare le vendite hardware, la spesa advertising e l’innovazione tecnologica. Ecco la Top 10 delle applicazioni consumer secondo Gartner: ovvero le tendenze da tenere d’occhio da qui al 2012: i servizi Localizzati (LBSs); Mobile social networking; ricerca mobile; mobile commerce (m-commerce); pagamenti mobili da cellulare; servizi contestuali; riconoscimento oggetti (OR); messaggistica istantanea mobile; e-mail mobile; video Mobili.

Solo in Italia i ricavi dalle vendite di Web Apps si avviano verso i 50 milioni di euro. Le applicazioni Web rappresentano ancora solo il 10% del totale mercato Mobile Content. Il fatturato è in crescita e i giganti del settore propongono un’offerta di circa mezzo milione di applicazioni totali. Lo riporta l’Osservatorio Mobile Marketing & Service della School of Management del Politecnico di Milano.

Dallo studio di Ernst & Young, intitolato “Monetizzare i media digitali”, dicono che quattro italiani su dieci sono disposti a pagare per editoria digitale. L’edicola digitale c’è già su iPad con le Web apps di riviste e giornali su iTunes, con il meccanismo In-app che dà agli editori il 70% dei ricavi. Su Google c’è invece One Pass, più generoso con gli editori: Google dà a chi produce news il 90% del fatturato.

Anche Linux giocherà la carta Application store, una moda in pieno boom.

Secondo uno studio condotto da Nokia a livello globale su oltre 5.200 possessori di smartphone in dieci Paesi il 55% degli utilizzatori crede che le applicazioni aiutino a migliorare la propria vita e quindi le usa mentre si trova in casa (33%), in viaggio (19%) o al lavoro (13%).
In collaborazione col Professor Trevor Pinch, docente di Scienze e Tecnologie e di Sociologia alla Cornell University, la guida agli Appitype rivela le identik dello scaricatore di Apps in base alle abitudini di utilizzo dello smartphone e delle applicazioni.
La ricerca evidenzia come non sia tanto importante il numero di “apps” possedute quanto la capacità di trovare quelle più utili. Più del 70% degli utenti possiede sul proprio smartphone fino a 30 applicazioni e il 20% dichiara di cancellare un’applicazione non appena ne trova una migliore.

Le applicazioni di gaming (38%), social networking (35%) e musica (29%) sono le più scaricate e le più utilizzate riguardano i social network (31%), i giochi (29%) e i servizi (25%).
I sudafricani risultano i più “connessi” con il 45% degli intervistati che utilizza applicazioni di social networking, il 5% in più rispetto ai brasiliani e agli indiani. Gli abitanti di Singapore sono primi nel mobile gaming: quasi la metà (49%) utilizza o scarica tali applicazioni. Più di qualsiasi altra nazione sono cinesi ad essere più i appassionati alle news e alle informazioni (30%). Gli indiani prediligono app più legate alla vita professionale come Email and Expense Managers.

Gli italiani hanno rivelato il loro lato pratico Live Wire e quasi un terzo (28%) degli esaminati sceglie una travel app piuttosto che portare con sé un’ingombrante guida turistica quando si reca all’estero. I brasiliani hanno espresso il loro carattere gioioso, il 42% scarica applicazioni musicali quali ad esempio Ringtones, Track Recognition e Music Mags, mentre i tedeschi sono maggiormente attratti da app utili come Alarm Clocks e Flashlight (29%).

Avere un’applicazione non significa necessariamente utilizzarla. Un terzo (30%) degli utenti di smartphone conferma di usare la maggior parte delle applicazioni presenti sul proprio dispositivo, ma non tutte. Gli indiani sono gli utenti più assidui: il 14% dichiara di utilizzare tutte le applicazioni presenti nel proprio telefono cellulare. Viceversa, gli inglesi sembrano essere rimasti più indifferenti a questo trend, considerato che il 23% ammette di utilizzare molto raramente qualsiasi applicazione possiedano.

Infine di tutte le centinaia di migliaia di applicazioni che ci sono nell’App Store, le più scaricate di sempre risultano, per iPhone: Facebook, Pandora, Google Mobile App, Shazam, Movies by Flixster, The Weather Channel, Google Earth, Bump, Skype e Paper Toss (tra le app gratuite per iPhone); Pandora, Google Mobile App, Movies by Flixster, Google Earth, Yelp, Fandango Movies, Remote, iBooks, Bible e Solitaire ( (tra le app gratuite per iPad); infine, SoundHound, StickWars, FlightTrack. Backbreaker Football, Calorie Tracker, BlocksClassic, iFart Mobile, GoodReader for iPad, Cro-Mag Rally e Ambiance (tra le app per iPad a pagamento).

Web apps, business da 15 miliardi di dollari nel 2011
Web apps, business da 15 miliardi di dollari nel 2011
Autore: ITespresso
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