CeBit 2014 – Internet delle Cose può portare i malware in frigorifero

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Le dieci sfide poste da Internet delle Cose
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I malware potrebbero ampliare il loro raggio d’azione nell’era di Internet delle Cose. La denuncia di Microsoft al CeBIT 2014: “Che cosa succede quando qualcuno attacca il vostro climatizzatore? Chi rilascerà patch per il vostro frigorifero?”

Solo un dato: McAfee ha scoperto 200 nuovi cyber attacchi al minuto nel 2013. Secondo il McAfee Labs Threats Report: Fourth Quarter 2013, sono 200 milioni le varianti di malware scoperte nel quarto trimestre 2013. Gli ultimi malware sono arrivati ad attaccare i POS, portando al compromesso di 40 milioni di carte di credito e debito.

Questa premessa è doverosa per inquadrare lo scenario in cui opera la Sicurezza IT. Qualsiasi dispositivo interconnesso, dalle automobili che si guidano da sé ai frigoriferi che vi avvisano se manca il latte, diventerà bersaglio dei malware. E poiché passeremo dagli 8 miliardi di oggi di dispositivi interconnessi ai 30 miliardi nel 2020, significa che Internet delle Cose porrà nuove problematiche: i  i malware si espanderanno fuori da Pc e smartphone, per attaccare automobili con sistemi in-car e frigoriferi hi-tech. Lo ha denunciato al CeBIT 2014 Jan Neutze, direttore Emea di Microsoft per la cyber security policy: “I sistemi autonomi pongono domande: chi possiede tutti questi dati generati e come vengono controllati? Molte questioni non sono affatto risolte“. “Che cosa succede quando qualcuno attacca il vostro climatizzatore? Chi rilascerà patch per il vostro frigorifero? Lo farà l’azienda energetica che gestisce la smartgrid, oppure l’azienda di software o ancora il produttore del dispositivo? Bisogna guardare a nuovi modelli di collaborazione finora inesistenti.”

Un mondo tutto interconnesso mette in risalto nuove problematiche mai affrontate finora: le lampadine potrebbero diventare un nuovo punto d’attacco, insieme al frigorifero o al sistema in-car. Inoltre non va dimenticata la questione spinosa della privacy: a chi appartengono i Big Data gestiti dal software? Abbiamo assistito a una sconcertante lentezza sul tema della sorveglianza di massa, in seguito al caso NSA. Al keynote d’apertura il Ceo di Volkswagen, Martin Winterkorn, ha affrontato il tema della privacy nell’era delle auto sempre più connesse: “Ma l’auto non deve diventare una minacci alla privacy dei guidatori. Proteggiamo le auto dai rischi che corrono in strada. Sì ai big data, ma stop allo Stato baby sitter e Grande Fratello“. Per esempio Audi utilizzerà la tecnologia in-car di Android, mentre Apple ha stipulato i primi accordi per la tecnologia CarPlay. Secondo il Ceo tedesco, i dati sulla guida devono rimanere privati.

Neutze ritiene che il dialogo su questi temi debba diventare globale e che bisogna fare in fretta, visto che Internet delle Cose incalza, con un’accelerazione improvvisa. A proteggere il cyber spazio non sono i governi, visto che essi per primi sono interessati alla sorveglianza. “Ma gli utenti vanno protetti con la crittografia. Serve un dialogo robusto sul versante delle policy“.

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Internet delle Cose pone nuovi problemi di sicurezza: Chi rilascerà le patch per il vostro frigo?
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Autore: ITespresso
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