Censura online e Olimpiadi a braccetto

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Il Comitato Olimpico conferma che Internet è filtrata per tutti, giornalisti stranieri inclusi. Anche i giornalisti stranieri vedranno solo metà del Web. La denuncia di Reporters sans frontieres

Invece che l’altra metà del Cielo, a Pechino 2008 tiene banco l’altra metà del Web: quella oscurata, quella filtrata dal Grande Firewall, quella censurata. Quella che non potranno vedere neanche i giornalisti stranieri, che stanno convergendo in massa in Cina per coprire l’evento dell’anno, le Olimpiadi 2008 , un evento che verrà visto da 4 miliardi di spettatori (stando alle più rosee previsioni) e che dovrebbe essere l’evento più cyber, con video online e news a gogo. Ma le Olimpiadi saranno cyber soprattutto per chi non abita in Cina (il paese con più utenti online al mondo), dove invece sarà dimezzato anche il web utilizzato dai giornalisti stranieri durante i Giochi olimpici di Pechino. “Forniremo un accesso a Internet sufficiente per i giornalisti” che operano al centro del servizio stampa. E questo è quanto: la censura è servita, i l Grande Firwall non cade neanche per i media stranieri che seguiranno i giochi. Digitare su Google o Yahoo! Fa Lun Gong, termine oscurato da Google Cina e vietato in Cina, rimarrà tabù: non solo ai cinesi, ma per tutti coloro che saranno in Cina a seguire i giochi coi cinque cerchi. Anche Reporters sans frontieres punta il dito contro il Cio, che in anni non ha saputo prevenire questa situazione: “A nove giorni dalla cerimonia di apertura, si tratta di un’ulteriore provocazione delle autorità cinesi. Questa situazione ci fa temere numerosi casi di censura durante i Giochi“.

Kevan Gosper, presidente della Commissione stampa del Cio, ha dovuto fare una clamorosa retromarcia: aveva promesso che per i 21.500 operatori dei media accreditati, il Web sarebbe stato aperto, e invece no. Punto.

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