Cgia Mestre: Pmi soggette a cento controlli

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Dal 31 marzo scatta l'obbligo della fattura elettronica nella PA
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L’ufficio studi della Cgia di Mestre ne ha contati 97, per l’esattezza, e, in una nota ha segmentato questi controlli raggruppandoli in quattro grandi settori: Ambiente e Sicurezza nei luoghi di lavoro; amministrativo; contrattualistica e fisco

Pmi super controllate, almeno un centinaio sono stati contati. L’ufficio studi della Cgia di Mestre ne ha contati 97, per l’esattezza, e, in una nota ha segmentato questi controlli raggruppandoli in quattro grandi settori:
Ambiente e Sicurezza nei luoghi di lavoro. Quest’area è interessata da 50 possibili controlli che possono essere effettuati da 11 Enti/Istituti diversi;
Amministrativo. Questo settore registra 6 controlli che sono ad appannaggio di 3 diversi Enti/Istituti;
Contrattualistica. Nell’area lavoro il numero dei controlli si ferma a 18, mentre gli Enti/Istituti interessati sono quattro;
Fisco. In questo ambito il numero dei controlli è pari a 23 e sono 7 gli Enti/Istituti coinvolti.

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Con una legislazione spesso caotica e in molte circostanze addirittura indecifrabile – dichiara il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussiper molte aziende, soprattutto quelle di piccola dimensione, è difficile essere sempre a norma. Ricordo che il 95% delle imprese italiane ha meno di 10 addetti e non dispone, a differenza delle medie e grandi aziende, di nessuna struttura tecnica/amministrativa in grado di affrontare professionalmente queste problematiche. Detto ciò, non è nostra intenzione accusare nessuno, tanto meno gli enti di controllo che, spesso, sono anch’essi vittime di questa situazione. Troppe direttive, troppe leggi, troppi regolamenti creano solo confusione, mettendo in seria difficoltà non solo chi è obbligato ad applicare la legge, ma anche chi è deputato a farla rispettare”.

Il tema della burocrazia, fa notare la Cgia, è uno dei principali ostacoli che mina la crescita del nostro Paese. “I tempi e i costi della burocrazia – conclude Bortolussi – sono diventati una patologia endemica che ci caratterizza negativamente. Non è un caso che molti investitori stranieri non vengano qui da noi proprio per la farraginosità del nostro sistema burocratico. Incomunicabilità, mancanza di trasparenza, incertezza dei tempi ed adempimenti onerosi hanno generato un velo di sfiducia tra imprese private e Pubblica amministrazione che non sarà facile eliminare”.

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