Che aria tira a Cancun per il Summit delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici

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In occasione della conferenza Onu di Cancun, ecco 17 tecnologie dell’Information technology in grado di aiutare a tagliare 5.8 miliardi di tonnellate di emissioni di CO2 entro il 2020. L’ICT Sustainability Index di Idc, presentato un anno fa a Cop15

Dopo il flop di Copenaghen, c’è già chi teme un nuovo fallimento alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che apre oggi a Cancun.

Al Summit Onu Cop15 di Copenaghen il grande convitato di pietra fu l’ Ict. E invece è proprio l’Ict che potrebbe svolgere un ruolo importante nella lotta contro il riscaldamento globale e contro i cambiamenti climatici. In occasione di Cop15 a Copenaghen, Idc illustrò come l’Information technology e tutto l’Ict potrebbero aiutare a tagliare 5.8 miliardi di tonnellate di emissioni di CO2 entro il 2020.

Inoltre, in quell’occasione, Idc aveva rilasciato il suo primo ICT Sustainability Index , in cui i paesi del G20 sono stati classificati in base alla capacità di ridurre le proprie emissioni di CO2 attraverso un uso mirato delle tecnologie e dell’ICT. Primo in classifica si piazza il Giappone. La ricerca di Idc, sponsorizzata da Fujitsu, Hitachi, HP, Intel e Schneider Electric, esaminava le potenzialità di ben 17 tecnologie in grado di tagliare le emissioni di CO2 in quattro settori economici (Energia, Trasporti, Industria ed Edilizia) nei 20 paesi più industrializzati del G20.

Nel settore dell’Energy Generation and Distribution, i sistemi (parte delle “Smart Grids“) legati alle rinnovabili (Renewable Energy Management Systems) offrono le migliori opportunità di ridurre le emissioni di CO2. La Cina è in pole position per cogliere questi benefici, arrivando a tagliare 200 milioni di tonnellate di CO2. Nel settore Trasporti, gli investimenti ICT dovrebbero puntare sulla logistica supply chain e sull’ottimizzazione dei trasporti privati. IDC ha identificato negli Usa la più grande opportunità per ridurre le emissioni di CO2 si oltre 500 milioni di tonnellate.

Anche l’Edilizia può sfruttare l’Ict, con i sistemi di gestione energetica (Energy Management Systems e Intelligent Building Designs): i risparmi sarebbero dell’ordine del 12%. Nell’Industria, sarebbe sufficiente usare tecnologie di monitoraggio come Intelligent Motor Controllers, in cui la Cina potrebbe essere il paese-guida.

Roberta Bigliani, direttore ricerche presso IDC Energy Insights, commenta: “L’uso di soluzioni software con sistemi di gestione energetica dovrebbe essere la chiave per Cina e Usa e tutti i paesi del G20.

Il primo ICT Sustainability Index, Idc offriva uno strumento per confrontare i paesi del G20 in base alla capacità di ridurre le emissioni di CO2, principali imputate dei fenomeni di cambiamenti climatici, e sostenere le economie e gli ambienti attraverso investimenti in soluzioni Ict. Nell’ICT Sustainability Index il Giappone risultava primo, seguito da Usa (secondo), Regno Unito (terzo), Brasile, Francia, Germania, Sud Corea (11esima), Cina (12esima), India (13esima), Russia (15esima) e Sud Africa (19esima).

Autore: ITespresso
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