Che cosa sa Google di noi?

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Il Gartner Symposium ITexpo 2008 fa il punto su Google

La domanda potrebbe essere riformulata più propriamente con “che cosa Google non sa di noi?”. Questo almeno secondo una recente analisi di Gartner.

Google conosce praticamente qualsiasi cosa di ciò che è connesso al Web, ma c’è ancora un’area che la società non ha ancora tocato. Qual è?

Se avete risposto “e-commerce” avete indovinato. Almeno stando a quanto riferito dagli analisti in occasione del Gartner Symposium ITexpo 2008 del 10 aprile.

Grazie a un potente sistema database e altre tecnologie di analisi, Google può accedere a qualsiasi contenuto che non sia stato crittato, ha spiegato Richard Hunter di Gartner nella sua presentazione.

La sola area dove Google non appare molto forte è quella delle transazioni e-commerce, dove l a piattaforma Checkout vede passare solo l’1% di ciò che si vende su Interne t.

Questa è certamente un’area di grande interesse per la società poiché la maggior parte del suo fatturato deriva dalla pubblicità”, spiega Hunter.

Una tesi che darebbe sostegno a recenti speculazioni, secondo le quali Google potrebbe comprare il sito di prenotazioni turistiche online Expedia. Una possibilità che solleva sia interesse e sia timori: Google potrebbe estendere troppo il suo business e dominare il nuovo mondo della pubblicità.

L’e-commerce sarebbe in fondo l’anello mancante a all’enorme database di Google che ha toccato nel 2007 la capacità di 100 exabyte.

Google conosce il comportamento dei suoi utenti e propone la pubblicità in accordo con le loro ricerche. Fare più ricerche, aprire un account Gmail non fa che rendere più preciso questo monitoraggio. La società sa anche molto sul computer sul quale sono installate le Google Apps.

Google riceve il 67% delle ricerche, elabora il traffico di oltre 1,5 milioni di siti Web, così come conosce la localizzazione fisica di ciò che è mappato su Google Earth.

Negli USA il motore di ricerca può essere usato per sapere la localizzazione fisica di ogni utilizzatore di telefonino, attraverso l’applicazione My Location.

In un esempio, Hunter ha mostrato come è possibile cercare il nome di una persona e l’indirizzo attraverso l’album di immagini Google Picasa.

Quando si riesce a mettere insieme l’informazione sulla localizzazione fisica e sui comportamenti, è possibile allora ricavare molte altre informazioni che permettono una radiografia accurata dell’utente”, precisa Hunter.

Fonte: The Inquirer

Autore: ITespresso
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