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L’Italia della crisi trova i soldi per la banda larga

Economia Digitale
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La banda ultra larga e la lotta al Digital Divide potrebbero entrare nel maxi-emendamento del governo. Dopo anni di promesse, puntualmente smentite, e repentine marce indietro, si recepisce finalmente, che i punti salienti dell’Agenda Digitale non sono optional, ma priorità. Ecco i consigli per rendere l’Italia Digitale, superare i ritardi cronici e tornare a crescere e a creare occupazione. Perché l’ecomia digitale già oggi vale 700 mila posti di lavoro solo in Italia

Il Digital Advisory Group (Dag), composto da una trentina di realtà pubbliche e private, ha redatto una ricerca in collaborazione con McKinsey, in cui sprona l’Italia non solo ad investire nella banda ultra larga, adottare un’Agenda Digitale, ma anche sfruttare le opportunità di Internet e del Web per crescere. E-commerce, Voip, servizi bancari e finanziari online, social media (blog, forun e social network) negli ultimi 3 lustri hanno creato 700 mila posti di lavoro in Italia. Considerati i prodotti “distrutti” dal digitale, si tratta di 320 mila posti creati. Oggi il Fattore Internet vale il 2% del Pil per 30 miliardi di euro.

Ma, con banda ultralarga, un’Agenda Digitale e una seria politica economica per l’innovazione, l’Italia potrebbe crescere di più. Il Fattore Internet in Francia vale il 3%, e addirittura il 5% in Gran Bretagna e Svezia. Quindi anche l’econonmia digitale potrebbe rappresentare il 4% del Pil italiano, se voltasse pagina, sfruttasse le opportunità per colmare il gap con il resto d’Europa.

Nel periodo 2005-2009 la Web economy ha contribuito per il 14% alla crescita del PIL, con un tasso di incremento a doppia cifra , e dieci volte superiore al ritmo di crescita nazionale. L’impatto indiretto dell’economia digitale genera altri 20 miliardi di euro (per acquisti nel canale tradizionale dopo la consultazione onine e su blog).

Anche le PMI, spina dorsale dell’economia italiana, hanno beneficiato del Fattore Internet. Le imprese con una vetrina online hanno registrato una crescita media annua del 10% e soprattutto hanno aumentato l’export.

L’e-commerce italiano rappresenta solo lo 0,7% del Pil (contro l’1 % francese e il 3 % britannico), ma sta crescendo a doppia cifra. Nel 2010 il ritmo di crescita è stato del 15% assestandosi su 6,65 miliardi di euro e a fine 2011, l’e-commerce italiano vedrà un’accelerazione che lo porterà a crescere del 20% rispetto all’anno scorso con 8 miliardi di euro di giro d’affari (E-commerce Consumer Behaviour Report 2011 dell’Osservatorio B2C Netcomm – School of management del Politecnico di Milano).

Altro storico ritardo italiano è l’utilizzo della PA online: i cittadini che usano i servizi di e-government, in Italia lsi fermano a quota 20 (stima della Commissione europea), contro il 50 e 60% dei paesi nordici.

Ma si può fare di più: aumentare l’accesso alla banda larga e ultra larga, spingere gli italiani verso l’e-commerce, colmare i ritardi nella PA Digitale (illustrando meglio i servizi online della pubblica amministrazione), superare lo skill-shortage migliorando formazione e competenze digitali, superare colli di bottiglia e lacune normative.

Da uno studio di Ericsson emerge che raddoppiare la velocità di connessione a banda larga genera un aumento del PIL dello 0,3%. L’incremento dello 0,3% nella crescita del PIL equivale a 126 miliardi di dollari, pari a un settimo del tasso della crescita media annuale dell’OCSE negli ultimi dieci anni. Il raddoppio ulteriore della velocità moltiplica l’effetto economico: per esempio quadruplicare la velocità di connessione produrrebbe una crescita del PIL pari allo 0,6%.

Il maxi-emendamentodi domani può essere il trampolino di lancio, per voltare finalmente pagina.

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L’Italia Digitale e il Fattore Internet
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Castigli Mirella, giornalista pubblicista. Dal 2000 ha collaborato con PC Magazine, Computer Idea, dal 2004 con VNUnet, dal 2007 ITespresso.it; con il progetto delle "Linee guida per la promozione della cittadinanza digitale: E-democracy", con il Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie. Libri pubblicati: "I motori di ricerca nel Caos della Rete" (ShaKe edizioni, 2000); "Mela Marcia" (Agenzia X, 2010); "Faccia da Web" (Reg. Toscana e Dip. della Gioventù della Pres. del Consiglio dei Ministri); "Zero Privacy" (Videa #InstantBook, 2014). Nel 2013 ha collaborato con DigiArte 2013 - 10th edition, dedicato ai Google Glass.

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