Chi ci dà una mano?

Management

Finché funzionano, tutto bene. Ma cosa succede quando gli apparecchi informatici si guastano? In qualche caso è una "discesa all’inferno" e le logiche aziendali prevalgono sugli interessi del cliente.

Tanti, ma proprio tanti anni fa – forse solo i nostri lettori più maturi se lo ricordano – esisteva la figura professionale del “riparatore TV a domicilio”. Quando il vecchio televisore a valvole faceva i capricci, bastava una telefonata e arrivava a casa questo personaggio, armato di cacciavite e di una valigetta piena di valvole. Un’occhiata allo schermo, una rapida diagnosi, un cambio di valvola e voilà, la TV riprendeva a funzionare. Sopravvissuta all’arrivo dei transistor, e anche alla generazione degli apprecchi elettronici ad alta integrazione, la categoria dei riparatori è stata decimata dall’arrivo delle tecnologie digitali: negli ultimi 10 anni, i due terzi dei laboratori di riparazioni hanno chiuso i battenti, licenziando i tre quarti dei tecnici.Forse perché gli apparecchi elettronici non si rompono più? Ovviamente no: anzi, chi ha una certa esperienza potrà confermarvi che la durata di vita attesa media dei prodotti di oggi è spesso inferiore a quella degli apparecchi degli anni ’50. Quello che è cambiato è il modo di fare “business” nel suo complesso, perché si è portato il concetto di consumismo alle sue estreme conseguenze. Perché vendere una lavatrice che dura una vita quando allo stesso cliente si possono vendere nel tempo 5 lavatrici che durano tre anni ciascuna? Se poi si tratta di un oggetto con “obsolescenza incorporata”, progettarlo perché resista negli anni diventa anche insensato, oltre che antieconomico. Ecco quindi che la quasi totalità delle aziende oggi progetta i suoi prodotti dando loro una specie di “data di scadenza”. Avete presente il classico fenomeno del “mi si è rotto il giorno dopo che è scaduta la garanzia”? Beh, non è la sfortuna che si accanisce, né mania di persecuzione: trattasi semplicemente di ottimo lavoro del progettista. Ovviamente, la cosa non è così semplice: se per esempio riusciste a progettare un disco fisso perché si rompa dopo due anni di uso, in effetti la maggior parte si guasterebbe dopo 24 mesi, molti però potrebbero durare.

Autore: ITespresso
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