Chi è in corsa per il WiMax

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BT Italia si chiama fuori come Eutelia e Alcatel-Lucent, mentre Telecom Italia, Fastweb, Wind e Mediaset attraverso Elettronica Industriale si sfidano sulle licenze per la banda larga senza fili: sono 29 offerte per 35 licenze

Ieri abbiamo dato la notizia che il 30 gennaio si apriranno le bust e per la gara WiMax . Sono in gara 29 player per aggiudicarsi 14 licenze per aree macro regionali e 21 regional i, per complessive 35 licenze da assegnare. Il WiMax è l a banda larga senza fili per abbattere il Digital divide o divario digitale in Italia.

A inizio dicembre erano state 48 le aziende interessate, ma poi sono state sfoltite a 29 dal ministero delle Comunicazioni.

Ecco chi partecipa alla gara WiMax.

BT Italia si è chiamata fuori, rinunciando alla gara per la banda larga senza fili italiana,come Alcatel-Lucent Italia e Eutelia. Invece sono in corsa Telecom Italia, Fastweb, Wind e Retelit, ma anche Mercurio Fvg, Brennercom, Consorzio Bit Valley, Central Com, Tourist Ferry-Boat-Temix-Medianet Comunicazioni, A.F.T., System House, Infracom Italia-Achanto, Uno Communications, Elettronica Industriale (gruppo Mediaset), Toto Costruzioni Generali (di cui fa parte AirOne).

Sono dunque confermate le assenze di Vodafone e H3g, così come di Bt Italia, a causa di “una attenta analisi degli investimenti che ci vedono penalizzati dal nostro modello di business, focalizzato ad offrire servizi di comunicazione esclusivamente alle aziende”.

Il bando di gara per il WiMax prevede 45 milioni di euro costituiranno la base d’asta (2,99 milioni di euro per la Lombardia, 2,27 milioni di euro per il Lazio, Molise, Umbria e Abruzzo). Il meccanismo dei rilanci multipli potrà far balzare a quote differenti.

Le licenze dureranno 15 anni, rinnovabili, ma non saranno cedibili; due licenze avranno diritti d’uso su sette macroregioni (Lombardia e Pr. Autonome di Trento e Bolzano; Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria e Toscana; Friuli, Veneto, Emilia Romagna e Marche; Umbria, Lazio, Abruzzi e Molise; Campania, Puglia, Basilicata e Calabria; Sicilia; Sardegna), mentre la terza licenza, per chi non detiene quella Umts, è su base regionale; le 3 licenze delle frequenze disponibili nella banda 3.4-3.6 Ghz avranno a disposizione archi di frequenza di 2×21 MHz; non c’è l’obbligo di wholesale, ma il ministero punterebbe su intese tra operatori; i gestori dovranno completare l’uso delle frequenze entro 30 mesi dall’assegnazione e, in caso contrario, dovranno metterle a disposizione di terze parti.

Autore: ITespresso
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