Chi mette il cappello di cyber sceriffo sull’AgCom

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Https a rischio?

La Delibera AgCom travalica i paletti: contro i siti pirata, l’enforcement del diritto d’autore vuole i filtri. L’ex presidente della Consulta ritiene che gli Internet Service Provider (ISP) debbano oscurare i “siti pirata” senza passare dal giudice

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AgCom), la cui contestata Delibera di enforcement del diritto d’autore (688/2010) sarebbe prossima al voto, è un’Authority dimissionaria, visto i membri che la compongono verranno cambiati alla rielezione del nuovo direttivo. Ma, ciò nonostante, l’AgCom, sebbene in “scadenza” vuole deliberare su temi scottanti come il giro di vite sul copyright. Materia che sarebbe più tema da dibattito in Parlamento, che da Authority amministrativa. Ma, secondo alcuni siti, l’AgCom va oltre: avrebbe sondato la possibilità di obbligare gli ISP a filtrare siti stranieri. L’opportunità dei filtri, però, dopo le vivaci polemiche sulle prime bozze della Delibera, era stata esclusa. Il professor Onida, ex presidente della Corte Costituzionale, avrebbe concesso semaforo verde all’iniziativa dell’AgCom, anche se i filtri sono stati bocciati dalla UE. Valerio Onida ritiene che un’autorità amministrativa passa prescindere dall’autorità giudiziaria per chiudere un sito accusato di violare il copyright; ritiene che gli Internet Service Provider (ISP) debbano oscurare i “siti pirata” senza passare dal giudice.

Ma il giallo ora s’infittisce, in quanto l’AgCom ha chiesto un parere all’esperto (di diritto, ma non di Internet) Valerio Onida. Ed anche se il tema dei filtri era stato stralciato dalla bozza la passo per filtrare i siti stranieri, l’ex presidente della Consulta afferma a La Repubblica: “Si può dunque concludere – scrive Onida – che il regolamento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni può prevedere, nel caso in cui si accertino violazioni sistematiche dei diritti d’autore conseguenti alla diffusione in rete, senza il consenso degli aventi diritto, di contenuti protetti, misure di tipo ordinatorio e interdittivo che prescrivano ai prestatori dei servizi di connettività e di accesso alla rete di precludere ai loro utenti l’accesso a siti, ubicati fuori dal territorio nazionale i, quali pratichino sistematicamente la “pirateria informatica”.

Già nei giorni scorsi avevamo riportato i dubbi sul ruolo di “sceriffo del Web” dell’AgCom: secondo Luca Nicotra di Agorà Digitale, la Delibera è “destinata ad accrescere la conflittualità fra Autorità e Parlamento e ad aprire un ulteriore strappo con la Commissione Europea alle cui osservazioni e critiche l’Agcom, dopo mesi, non ha ancora risposto pubblicamente”.

L’associazione italiana provider (AIIP) esprime la sua contrarietà illustrando chel’attribuzione di responsabilità contrasta con le più recenti decisioni in materia, sia in ambito UE che in Italia. Lo scorso maggio Asssoprovider aveva scritto una lettera aperta all’AgCom esprimendo le perplessità su una Delibera, poi contestata con una “Notte della Rete” a Roma. L’AgCom allora aveva scelto il low-profile: una moratoriadurata fino all’altro ieri. Ma l’attivismo dell’AgCom mette ora in fibrillazione sia gli ISP che le associazioni di consumatori, di categoria, gli stakeholder che hanno partecipato all’audizione pubblica relativa alle nuove misure (in materia di copyright) dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni in materia di diritto d’autore.

AgCom nella bufera per i filtri ai siti
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Autore: ITespresso
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