Chi offre di più?

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Alla scoperta degli ?altri? siti di aste. Vi spieghiamo quali sono, come
funzionano e se sono davvero un’alternativa a eBay.

Asta in Rete fa rima con eBay. Il noto portale è infatti il più diffuso sistema on-line di vendite all’incanto tra privati. Nonostante le polemiche suscitate dall’aumento delle tariffe, eBay rimane indubbiamente il sito di aste più frequentato e utilizzato in Italia e nel mondo, ma non è l’unico. Esistono infatti altri portali che si propongono come luogo di incontro tra utenti che vogliono vendere o acquistare oggetti. Alcuni fanno parte di un network internazionale come Delcampe, altri invece sono servizi nati nel nostro paese. Sono affidabili? Costituiscono una reale alternativa a eBay? Per rispondere a queste domande occorre in primo luogo scoprire come funzionano e poi conoscere la tipologia di servizi offerti.

Delcampe, il sito del collezionismo Si tratta di un sito d’aste sui generis, perché è specializzato esclusivamente nella compravendita di oggetti da collezione. In questo Delcampe (www.delcampe.it), fondato dal francese Sebastienne Delcampe, si differenzia nettamente da eBay. Il portale vanta un rigido sistema di controllo per evitare che vengano messi all’asta prodotti che non possono per scelta del portale e per legge essere venduti. È così vietata la vendita di beni rubati, animali, beni archeologici o appartenenti al patrimonio culturale artistico, copie non autorizzate di beni protetti da diritto d’autore, oggetti che incitino all’odio razionale o alla violenza o a carattere osceno e pornografico. Per verificare che le transazioni avvengano nel rispetto di queste condizioni contrattuali Delcampe ha arruolato alcuni membri ?esperti?, chiamati ?moderatori? perché effettuino un’attività di controllo sugli oggetti in vendita. Come avviene su eBay le tipologie di vendita consentite da questo portale sono l’asta, l’asta con prezzo di riserva e la vendita a prezzo fisso. La prima tipologia di asta prevede un prezzo di partenza che è il punto di riferimento in base al quale gli utenti piazzano le proprie offerte. La seconda modalità (asta con prezzo di riserva) è sempre un’offerta all’incanto per la quale però il venditore ha previsto un prezzo minimo solo raggiunto il quale accetta di vendere. La vendita a prezzo fisso invece è la classica offerta di un bene senza che ci sia la possibilità di effettuare rialzi, ma solo di accettare o meno il prezzo fissato dal venditore. Naturalmente a disposizione degli utenti c’è un servizio assistenza al quale rivolgersi nel caso di transazioni non andate a buon fine. Per attivarlo è sufficiente fare clic sul pulsante ?Gestore delle controversie? presente nel proprio account. Parte così una procedura per trovare una soluzione accettabile per entrambe le parti. Nel caso che un utente non si riveli ?collaborativo? , Delcampe potrà decidere varie forme di sanzione che vanno dal mero ammonimento alla sospensione dell’account. Per quanto riguarda i costi, l’iscrizione al servizio e l’acquisto di prodotti sono gratuiti. Non sono previste neppure spese relative alle inserzioni. Gli unici costi riguardano il pagamento di una commissione calcolata sul totale delle vendite effettuate in un mese. Sono previsti diversi scaglioni che vanno dal 4% calcolato sugli importi compresi tra 0,01 e 249,99 euro al 2% se si superano i 5.000 euro al mese. Per gli utenti che hanno abilitato l’opzione Club+ con i profili Silver o Gold è previsto anche un indennizzo in caso di frode. Club+ è il nome che Delcampe ha assegnato ai suoi servizi avanzati a pagamento. Si tratta di funzioni aggiuntive, attivabili a discrezione dell’utente e che sono articolate in vari profili: da quello gratuito, che prevede, per esempio, l’aggiornamento sui prezzi di vendita di alcune categorie di beni, a quelli a pagamento che con canoni di 12, 24 o 48 euro (chiamati appunto profili Bronzo, Silver e Gold) danno accesso a funzionalità più specifiche: dall’attivazione dell’opzione ?Portafoglio Istantaneo?, che consente di effettuare rapidamente i pagamenti, all’indennizzo in caso di frode fino alla possibilità di pubblicizzare il proprio ?negozio? inserendolo in una speciale classifica presente nella pagina iniziale.

SuQui e le aste gratuite (per ora) È un sito (www.suqui.it) di aste generalista in cui i prodotti sono divisi in 21 categorie merceologiche. Le modalità di vendita previste sono quelle tradizionali, asta, vendita diretta e asta con prezzo di riserva, ma anche quelle un po’ più originali quali ?Vendita multipla? e ?l’annuncio?: l’opportunità offerta a chi non ha trovato il bene che interessa di inserirne il relativo annuncio nella sezione ?SuQui Cerco? per solleticare l’interesse sul bene da parte degli altri utenti. Il sito è a oggi in fase di test. Questo significa che non vi sono commissioni a carico dei venditori, né tanto meno dei compratori. È però presente una sorta di simulatore di pagamento che permette agli utenti da una parte di familiarizzare con una piattaforma a pagamento e dall’altra di usufruire di tutte le funzionalità mantenendo però il servizio completamente gratuito. Nella procedura di iscrizione al servizio SuQui richiede la comunicazione dell’indirizzo e del codice fiscale in modo da assicurare la correttezza delle transazioni e la veridicità dei dati forniti dagli utenti che sono inoltre stimolati a richiedere l’attestato di utente verificato di PayPal. È questa attualmente l’unica opzione a pagamento. Per diventare utente verificato occorre inviare 3 euro a PayPal (ma non a SuQui) che provvederà a rimborsare la cifra nell’estratto conto successivo al pagamento. Utente verificato, in poche parole, è l’utente di PayPal che ha aggiunto e collegato al servizio un carta di credito e le altre informazioni a questa collegate come l’indirizzo di residenza e il nome del titolare. Il grado di affidabilità e di esperienza degli utenti è anche su SuQui calcolato attraverso il giudizio di feedback. Nel caso di transazioni problematiche, relative per esempio a un oggetto aggiudicato ma non pagato, acquistato ma non spedito o non conforme alla descrizione, il servizio assistenza del portale prevede l’apertura di una sorta di procedura in cui le due parti tentano di arrivare a una composizione pacifica della controversia. Nel caso in cui non si raggiunga un accordo SuQui interviene direttamente, valuta il problema e ammonisce una delle due parti in causa. Dopo 3 ammonimenti però l’account viene sospeso. È bene ricordare che il sito non permette la restituzione di soldi pagati dagli acquirenti ai venditori in caso di beni non conformi alla descrizione o mai spediti. Per quanto riguarda le altre caratteristiche di SuQui, segnaliamo le funzioni di personalizzazione, particolarmente articolate: è possibile configurare il comando di ?Rivendi automatico? dell’oggetto posto all’asta per 5 volte nel caso che risulti invenduto e c’è un’area chat all’interno della quale gli utenti possono scambiarsi informazioni o mettersi d’accordo per le modalità di spedizione del bene oggetto della transazione. Anche le modalità di pagamento consentite sono molto diversificate (vedi la tabella a pagina XX).

PrezziShock, l’asta facile e veloce Si tratta di un portale (www.prezzishock.it) in cui è consentita la vendita di qualsiasi tipologia di prodotto (a eccezione naturalmente dei beni che non possono essere venduti per legge) e che come SuQui, offre il suo servizio gratuitamente: non sono previste commissioni né sul prezzo finale dei beni venduti né per l’incanto degli oggetti. Nella sezione Gratis presente in home page viene appunto specificato che tutti i servizi offerti da PrezziShock sono gratuiti. Tra le opzioni di personalizzazione offerte spicca ?About Me?: si tratta della possibilità concessa agli utenti di crearsi una pagina Web – attraverso una proceduta automatizzata – all’interno della quale inserire le descrizioni dei prodotti in vendita e creare così una sorta di ?negozio? virtuale. Come consueto per tutti i portali di aste, PrezziShock prevede poi un sistema di valutazione degli utenti attraverso lo scambio di feedback al termine della transazione e un servizio per risolvere le controversie. Nel caso di compravendite non andate a buon fine si può infatti attivare una procedura ad hoc, chiamata ?Denuncia Abusi?, e richiedere così l’intervento dell’assistenza che analizzerà la questione e agirà di conseguenza. PrezziShock potrà procedere alla sospensione dal servizio o all’annullamento dell’asta nel caso che un utente abbia violato le regole del sito, abbia messo in vendita un oggetto vietato, falsificato i dati personali richiesti per l’iscrizione, non terminato la transazione con gli altri utenti e, infine, non abbia saldato i debiti con il portale avendo abilitato dei servizi a pagamento.

AsteInRete, il rispetto è tutto Si tratta di uno storico portale (www.asteinrete.it), on-line dal lontano 1999. Il sito prevede un sistema di vendita basato sui ?crediti? (un credito è pari a 0,25 euro) a carico dei venditori. I costi sono fissi e sono calcolati sul prezzo finale dell’oggetto aggiudicato. In più sono previsti costi ulteriori relativi all’inserimento di un bene in asta (anche se ora è offerto gratuitamente in promozione) e nel caso che si desideri utilizzare una serie di opzioni secondarie come l’inserimento di un’immagine o scrivere in neretto i titoli relativi alla descrizione di un bene. A fronte di questi costi, il sito però offre una serie di garanzie in termini di sicurezza delle transazioni, che non sono riscontrabili nei concorrenti. Innanzitutto durante la procedura di iscrizione al servizio occorre fornire in maniera corretta le proprie informazioni personali (nome, indirizzo, provincia, CAP eccetera). Attenzione, perché l’inserimento di dati anagrafici non veritieri comporta non solo la cancellazione dell’account, ma anche l’inserimento dell’indirizzo di posta nella lista nera degli utenti non accettati. Questo portale punisce senza pietà gli utenti che sgarrano o che non rispettano le modalità di utilizzo del servizio. AsteInRete minaccia di citare in giudizio per danni l’utente che ha vinto un’asta, o comprato direttamente un oggetto, qualora, entro una settimana, non paghi o prenda contatto con il venditore! Non solo, perderà anche il proprio account. Nei casi invece in cui un venditore si riveli inaffidabile, non consegnando un oggetto dopo il dovuto pagamento, il portale si impegna a comunicare al compratore i dati anagrafici con cui il venditore si è registrato al servizio, in modo che l’utente danneggiato possa utilizzare ogni strumento legale per recuperare quanto pagato. AsteInRete provvederà naturalmente a sospendere l’abbonamento del venditore truffaldino. Come se non bastasse il sito ha predisposto una politica rigida nell’attribuzione dei feedback. Come vale per i servizi concorrenti l’inserimento di un feedback negativo deve essere giustificato, ma AsteInRete va un po’ più in là: l’attribuzione di un giudizio negativo non motivato comporta la cancellazione dell’account all’utente che lo ha inserito! Per il resto il servizio offre le stesse opzioni comuni agli altri siti di aste on-line. Le uniche novità riguardano l’originale sistema di crediti predisposto per effettuare i pagamenti dei venditori a AsteInRete, già descritto in precedenza, e il sistema dei rialzi. Quest’ultimo è infatti organizzato sulla base del, cosiddetto, multiplo dell’incremento: il venditore infatti nel momento in cui mette un bene all’asta, decide la cifra relativa al rialzo, (per esempio 0,1, 1, o 10 euro), che viene comunicata nell’annuncio dell’offerta del bene insieme ad altre informazioni (prezzo di partenza, descrizione, ecc). Se la cifra raggiunta da un prodotto all’asta è dunque 10 euro e l’incremento è fissato a 1 non sarà possibile effettuare rialzi di 0,1 o di 0,5 euro. Si tratta comunque di un sistema ?intelligente? che adegua in automatico l’offerta dell’utente ignorando i valori che eccedono il multiplo dell’incremento.

Un’alternativa a eBay? Che giudizio trarre dopo questa panoramica? Questi siti di aste costituiscono una reale alternativa a eBay? La risposta non può essere una sola. Può essere ?Sì? perché tutti questi portali hanno una struttura e delle modalità di funzionamento molto simili, (chi ha detto copiate?), a eBay. Con l’eccezione di Delcampe, che si rivolge esclusivamente ai collezionisti di certe categorie di prodotti, tutti i siti di aste analizzate articolano la loro offerta allo stesso modo. Permettono la vendita all’asta o a prezzo fisso. Adottano un sistema di feedback che permette agli utenti di scambiarsi valutazioni in modo da conoscere l’affidabilità pregressa del compratore e del venditore. Chi genere dei volumi di vendita significativi ha la possibilità di crearsi una struttura ad hoc (il negozio) per mostrare e vendere i propri beni. Poi non si può fare a meno di notare che SuQui e PrezziShock, che offrono il loro servizio gratuitamente, sembrano avere una marcia in più. Niente solletica di più l’utente dell’utilizzare un servizio che permette di vendere e incassare del denaro senza spendere un centesimo. C’è però la ragionevole certezza che l’offerta gratuita dei due portali possa essere un’iniziativa limitata del tempo, adottata per far conoscere il portale e far utilizzare il servizio al maggior numero possibile di naviganti e che prima o poi i due siti introdurranno i servizi a pagamento. Nel breve e lungo periodo la gratuità dell’offerta rappresenta comunque un indubbio vantaggio. La ?politica? che regola l’erogazione del servizio stesso in tutti i portali è infatti la medesima: tutti i portali precisano con molta chiarezza che non sono da ritenere responsabili in alcun modo durante le trattative di compravendita tra gli utenti, né tanto meno sulla qualità degli oggetti presenti sulle inserzioni, o sulla correttezza delle trattative o sulla buona fede del compratore o del venditore durante le trattative. Il loro servizio, come d’altronde quello di eBay, è solo quello di mettere a disposizione degli utenti una piattaforma per scambiarsi beni. Qualche novità in più si riscontra invece dal punto di vista del controllo sulle transazioni e dalle condizioni stabilite per l’utilizzo del servizio. Non che eBay non sia dotata di un sistema e di una procedura di assistenza, ma per la mole di transazioni che avvengono ogni giorno sulla nota casa d’aste e per il numero esorbitante di utenti che decidono di utilizzare il portale, capita spesso, nel caso di controversie o trattative non andate a buon file, di sentirsi abbonati a sé stessi. Almeno a parole, alcuni di questi servizi promettono una politica di assistenza piuttosto rigorosa, ancor più di della nota casa d’aste. Emblematico è il caso di AsteInRete che, nelle condizioni di utilizzo del servizio, arriva perfino a minacciare la presentazione di una richiesta danni all’utente che non abbia pagato entro 7 giorni il bene acquistato! La politica di gestione del servizio di AsteInRete è la più dura in assoluto: è prevista perfino l’espulsione per chi inserisce un feedback negativo senza giustificato motivo. Gli altri prevedono delle procedure di assistenza più nella norma. Il livello di affidabilità di queste procedure è piuttosto buono: il numero di utenti non è molto elevato e il controllo su di essi può essere indubbiamente più semplice.

Dubbi di fondo La risposta alla domanda iniziale potrebbe essere ?Forse? se si considera il fatto che non tutti questi portali prevedono un sistema di rimborso in caso di truffa come ha predisposto eBay. Non lo prevede SuQui, né PrezziShock, né AsteInRete, ma solo, e a pagamento, Delcampe. D’altro canto il numero esiguo di utenti che utilizzano questi siti di aste on-line, almeno rispetto a eBay, può far sì che il servizio di assistenza si riveli più puntuale e efficace, ma non garantisce un livello di offerta adeguato e un numero di compratori soddisfacente. In questo senso la risposta è chiaramente ?No?. Gli utenti di eBay sono molto più numerosi. A un maggior num ero di utenti corrisponde, una struttura più articolata e diversificata dell’offerta di prodotti. Secondo quest’ultima considerazione quindi i portali di aste analizzate non possono ancora essere considerati una reale alternativa a eBay, ma come un’opportunità in più da una parte per vendere i propri prodotti e dall’altra per verificare se il prodotto che interessa è presente in un sito di aste on-line. Certo se gli utenti non cominciano a frequentare questi siti, è difficile che si crei un’alternativa. È un po’ il caso del cane che si morde la coda?

Autore: ITespresso
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