Chrome Os Laptop bocciato senza appello da Richard Stallman

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Il Pc non sarà più personal nell’era del cloud computing e i dati non saranno più degli utenti ma delle aziende: è questa l’accusa della Free Software Foundation. Richard Stallman illustra tutte le “trappole” di Cr-48 e del cloud

Richard Stallman, il padre del progetto GNU (“Gnu is not Unix”), guru del software libero, ha detto che Chrome Os Laptop, noto come Cr-48, è un computing incauto e sbadato (letteralmente: “careless computing“). Nell’intervista al The Guardian Stallman ha spiegato che il nuovo sistema operativo si rivelerà un ostacolo e non un aiuto per molti utenti, in quanto la sua unica ragion d’essere consiste nel promuovere il cloud computing e rimuovere il controllo dei propri dati dalle mani degli utenti.

Già oggi negli Stati Uniti l’utente del cloud perde i diritti legali se immagazzina i propri dati su macchine di un’azienda invece che sulla propria macchina. “La polizia deve presentarsi con un mandato di perquisizione per ottenere i vostri dati sul vostro Pc; ma se i dati sono sui server di un’azienda, la polizia può ottenerli senza dover mostrare nessun mandato né a voi né all’azienda”

Richard Stallman ritiene che il cloud computing sia essenzialmente uno slogan per il marketing privo di significato, destinato a distrarre gli utenti dalla realtà di gestire i dati presso terze parti.

Richard Stallman boccia Chrome OS Laptop nonostante le sue radici open source. “In poche parole, Chrome OS è un sistema operativo GNU/Linux. Tuttavia arriva senza le consuete applicazioni e sembra fatto apposta per impedire e scoraggiare l’installazione di applicazioni,” spiega Stallman.

Il problema è la natura del lavoro che ChromeOS è chiamato a svolgere. Soprattutto invogliare l’utente a tenere i dati altrove, fare computing altrove, invece che sul proprio computer.” Il Pc non sarà più personal nell’era del cloud computing; ma soprattutto i dati non saranno più dell’utente se affidati a nuvole di terze parti, secondo Richard Stallman. I rischi connessi al cloud sono la privacy (concetto sempre più evanescente e sfumato) e la perdita di autonomia digitale.

In questi giorni ha fatto sorridere il “caso Caps Lock“: prima era stato rimosso da Google su Cr-48, ma dopo le proteste degli utenti sarebbe stato riammesso. Il caso suscita ironia, ma in realtà sottintende una filosofia: la scelta di togliere (o riammettere) il Caps Lock (“reciso” da Google per evitare che gli utenti postino commenti troppo urlati perché strapieni di maiuscole) dimostra che stiamo arrivando allo stadio delle modifiche hardware per intervenire sui comportamenti online. L’utente, insomma, non sarà più padrone neanche della propria Netiquette.

Chrome Os laptop a metà 2011
Chrome Os laptop a metà 2011

Autore: ITespresso
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