Ciclone libri online: Google apre alla Ue, la Francia contro Google Books

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Google difende a spada tratta il Patteggiamento perché rende il Web più democratico e apre a due rappresentanti non-Usa nel governing board del registro. Authors Guild taccia di ipocrisia Amazon. Ma la Francia si oppone formalmente

Di ora in ora sale il malcontento degli stati europei contro il patteggiamento che riguarda Google Books. Google difende il Settlement, perché rende il Web più democratico; ma, dopo l’opposizione dell’ Aie e della Federazione editori europei (Fep), arriva anche il secco no formale della Francia.

Per Parigi, Google non vale una Messa. L’opposizione formale francese all’ambizioso piano di digitalizzare milioni di libri (in cambio dell’advertising online nella “biblioteca universale”), si prefigura come un nuovo duro colpo al patteggiamento su Google Books, dopo le critiche dell’Aie, della Fep, il ricorso di Amazon e lo stop tedesco al patteggiamento (per motivi di copyright). La Francia sostiene da sempre Europeana, che però è stata un flop (è riuscita a mettere online solo il 5% dei libri digitalizzati, e per metà solo grazie al contributo di Parigi).

Il no d’Oltralpe all’accordo statunitense, oltre a far saltare i diritti d’autore sulle copie francesi, mette arepentaglio gli sforzi di Google a convincere la Ue. Ricordiamo che il copyright sui libri sopravvive 70 anni dopo la morte dell’autore di un libro.

Adesso l’accordo forfaittario da 125 milioni di dollari fra Google e gli editori, e cioè la proposta di Google di digitalizzare milioni di libri, pagando in cambio una cifra forfaittaria agli editori, si scontra con l’opposizione formale della Francia.

Il fronte anti-Google teme che il motore di ricerca della BigG ottenga un monopolio globale sulla cultura. Ma a difendere Google, è arrivata in soccorso Authors Guild, che difende il patteggiamento e taccia di ipocrisia Amazon: Authors Guild afferma che è assurdo che Amazon parli di atteggiamento anti-competitivo per Google, quando Amazon stessa domina la vendita di libri online.

Inoltre Google, dopo aver incassato il sostegno dei gruppi per i diritti civili e dei non vedenti (che auspicano l'”Alessandria del XXI secolo”, ovvero la biblioteca universale aperta a tutti), ritorna sul concetto che il Settlement rende il Web più democratico. Del resto, Google ha fatto concessioni nel week-end agli europei: ha aperto a due rappresentanti non-Usa nel governing board del registro che amministrerà il patteggiamento.

Ma lo scontro fra i titani (Google e i detentori europei del copyright) non è mai stato tanto aperto e frontale.

Autore: ITespresso
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