Cinque milioni di italiani fanno e-commerce quasi ogni mese

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Nielsen e Connexia: Cinque milioni italiani fanno e-commerce quasi ogni mese
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Si attestano a 4,8 milioni le persone che nel giro di 12 mesi, acquistano online almeno 10 volte. Dall’e-commerce all’everywhere Commerce

Da una ricerca di Nielsen emerge che 4,8 milioni di italiani acquistano online su base giornaliera. Dall’e-commerce all’everywhere Commerce: supera il 60% la percentuale degli italiani per i quali la Multicanalità costituisce una pratica comune vissuta nella quotidianità nell’ambito del processo di acquisto e a prescidere dalle categorie merceologiche acquistate, mettendo in atto nuovi comportamenti e dinamiche nello shopping e nelle relazioni con prodotti e marche.

I consumatori italiani vivono e padroneggiano tutti i punti di contatto, creando customer journey personalizzati sempre più complessi. Non solo e-commerce quindi, ma Everywhere Commerce: ogni contesto (luogo o momento) può rappresentare un’occasione di contaminazione per l’acquisto stesso.
Lo shopping online è una tendenza in continuo progresso: non solo cresce il numero di consumatori che ha comprato un prodotto/servizio su Internet nell’ultimo anno (+11%), ma s’impenna soprattutto la frequenza degli acquisti online. Si attestano a 4,8 milioni le persone che nel giro di 12 mesi, acquistano online almeno 10 volte. Lo riporta l’Osservatorio Multicanalità, giunto all’ottava edizione, condotto da Nielsen, Connexia e la School of Management del Politecnico di Milano.

Nielsen e Connexia: Cinque milioni italiani fanno e-commerce quasi ogni mese
Nielsen e Connexia: Cinque milioni italiani fanno e-commerce quasi ogni mese

Per questi individui, definiti Everywhere Shopper, l’e-commerce è una pratica ricorrente: in prevalenza uomini (59%) e di fascia d’età 25-44 (60%), si distinguono per il livello socio-economico marcatamente sopra media. Razionali e pianificatori, amanti della tecnologia e della lettura, gli Everywhere Shopper sono aperti all’innovazione senza lasciarsi trascinare dal fattore moda. Eccone l’identikit: “Amano prendersi cura di sé e sono guidati dal desiderio di realizzare le proprie aspirazioni individuali; utilizzano la tecnologia in maniera pragmatica e intelligente, in cerca di un alto livello di servizio. Tra questi, 1,7 milioni di persone sono i consumatori del futuro: fare everywhere shopping avviene quotidianamente e indifferentemente online e offline da Pc e da Mobile” spiega una nota.

A marzo 2015, ben 28,5 milioni gli utenti che si sono collegati almeno una volta. L’audience totale di internet, nel giorno medio è stata di 21,5 milioni di utenti, online per circa 2 ore in media per persona.
Il ruolo del Mobile è preponderante: l’accesso a Internet da Mobile è infatti balzato del 20% in un anno, passando da 14,5 a 17,4 utenti unici nel giorno medio. Grazie a smartphone tablet, il 65% del tempo è destinato ad attività connesse alla Rete.

Il 2015 registra un’accelerazione verso l’area più evoluta della multicanalità, con gli Hyper Reloaded che rappresentano ben un quarto della totale popolazione italiana. Ciò che connota questo profilo è il forte ruolo del mobile lungo tutto il processo d’acquisto. E proprio il mobile, come modalità di accesso esclusiva a Internet, ha registrato un forte picco nell’ultimo anno (+80%), con una crescita più accentuata tra i Millennials (+120%) che rappresentano una quota consistente di Hyper Reloaded” precisa Cristina Papini, R&A Director Nielsen. Gli Hyper Reloaded rappresentano il 40% della popolazione italiana multicanale e sono il segmento più numeroso (12,5 milioni) con una crescita del 29% rispetto al 2013.

Il Web fornisce le informazioni nel pre-acquisto e rappresenta il luogo in cui si forma la decisione, ma cambia la rilevanza delle singole fonti utilizzate.

Cala in generale il numero di consumatori che dichiarano di essere influenzati da informazioni raccolte sui siti delle aziende (scendendo dal 38% del 2013 al 34% di quest’anno), mentre restano stabili al primo posto i siti e gli ambienti digitali dove trovare e confrontare le opinioni degli altri utenti (41% nel 2015).

Per i Social Shopper, i siti delle aziende sono di poco superiori alle opinioni degli altri utenti (43% vs. 41%); per gli Hyper Reloaded, il profilo marcatamente multicanale, le posizioni si invertono con un gap tra le opinioni dei pari e i siti aziendali di 16 punti percentuali.

Nel comparto Largo Consumo, emerge in primo luogo che in questi acquisti i consumatori dedicano tempo e attenzione alle categorie di prodotto che riguardano la cura e l’alimentazione personale e/o familiare (integratori alimentari, prodotti alimentari, prodotti per la cura dei bambini, prodotti per la cura della persona e alimenti per l’infanzia). Il tempo e l’attenzione dedicati all’acquisto di queste categorie sono superiori alla media (77%).

Nel Largo Consumo, la Multicanalità ha un forte impatto in tutte le fasi del processo d’acquisto. Coupon/buoni sconto e informazioni dettagliate sul prodotto sono le informazioni più ricercate in fase di pre-acquisto, il punto vendita rappresenta il punto di contatto in cui il consumatore viene a conoscenza di nuovi prodotti, seguito dal volantino promozionale, importante anche nella fase di scelta del prodotto da acquistare, a discapito del punto vendita. “Nell’era dell’everywhere commerce il punto vendita richiede un forte ripensamento come punto di contatto nella fase di pre-acquisto – spiega Giuliano Noci, ordinario di marketing Politecnico di Milano – nell’ottica non tanto di una bulimia tecnologica messa in atto per inseguire fattori moda (beacon, NFC eccetera), ma con il fine di fornire maggior engagement, anche con un potenziamento del fattore umano”.

Il 78% delle imprese analizzate, progetta ed eroga il contenuto in maniera differenziata sui diversi canali, a seconda delle variabili (“contenuto”, “contesto” e “canale”). Solo il 22% delle aziende dichiara di non differenziare in alcun modo i contenuti sui vari punti di contatto in iniziative di comunicazione multicanale.

Le aziende che progettano i contenuti utilizzando un approccio multicanale strategico volto a garantire un’esperienza di marca coerente lungo tutti i canali utilizzati (il 41% del campione) hanno una maggior propensione all’innovazione in termini di proattività nel rivolgersi a nuovi clienti (37%), propensione ad approcciare nuovi mercati (47%), innovazione di prodotto/servizio (43%) e ricerca di soluzioni tecnologiche “innovative” (32%).

In linea con lo scenario multicanale delineato dall’edizione 2015, che va sempre più nella direzione di un approccio strategico che tiene in considerazione “contenuto”, “contesto” e “canale”, abbiamo identificato alcuni trend con un ruolo sempre più rilevante – conclude Paolo d’Ammassa, CEO & Founder di Connexia. – In primis la marketing automation, ovvero l’automazione dei processi con l’obiettivo di gestire la complessità dei dati e la traduzione degli stessi in azioni di real-time marketing. Il content marketing, che si consolida e vede il video come contenuto principe, con la previsione di rappresentare tra due anni il 90% del traffico web. Laaugmented reality e virtual reality, sempre più utilizzate con obiettivi sales e marketing. Infine, un nuovo approccio agli analytics che, alla luce di una navigazione sempre più cross device, vede la logica di misurazione passare da una navigazione cookie based in favore di una misurazione people based (SDK, apps e sensori IoT)”.

Autore: ITespresso
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