Cisco: il modello Expo replicabile in almeno cento smart cities italiane

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Cisco Map, Expo Milano 2015
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Qual è l’eredità che lascerà Expo 2015? Durante il tour al sito Expo con i vertici di Cisco Italia, la tecnologia ha fatto da padrona. Nel sito Expo, per citare qualche dato, ci sono: cento totem bifacciali, 70 km di fibra ottica, 14 area service con altrettanti data center, 20 e-Wall, 2 mila videocamere

“In un mese abbiamo realizzato, dal punto di vista tecnologico, una città da 250 mila abitanti”, affermano Agostino Santoni e Fabio Florio, rispettivamente Amministratore delegato e Manager of Business Development and Expo 2015 Leader di Cisco Italia, parlando dell’esperienza in Expo come secondo partner internazionale della società Expo in qualità di Official partner Ip Network & solutions di Expo Milano 2015.

Agostino Santoni, Cisco
Agostino Santoni

I vertici Cisco, presenti durante il tour alla scoperta delle tecnologie installate sul sito Expo, hanno sottolineato la collaborazione con Telecom Italia, con Intel e anche con Italtel. Ora che la macchina è partita, la domanda che risuona maggiormente nella testa dei visitatori e degli addetti ai lavori è: cosa resterà sul sito Expo a partire dal 1 novembre 2015, alla scadenza del semestre?L’accordo di Cisco con Expo è di smantellare tutto a partire dalla fine del semestre. I nostri sistemi sono in comodato d’uso e gli azionisti della società o la società Expo stessa potrebbero riscattarli. Quello che vorremmo – spiega Santoni – è che dal patrimonio di Expo possa partire qualcosa di nuovo. Siamo in costante contatto con Assolombarda, partecipiamo ai loro tavoli di lavoro e siamo favorevoli che il progetto che annunciarono, quello di creare qui sul sito Expo una sorta di Silicon Valley italiana, possa diventare realtà. Ci sono opportunità per le università, per le imprese del settore It, per agganciare nuove imprese: se riuscissimo a creare un ecosistema potremmo avere un’accelerazione anche dell’industria in generale: si pensi all’industria manifatturiera, a quella alimentare e a quanto business si potrebbe sperimentare e creare. In linea con l’evoluzione dei modelli organizzativi e di innovazione, lo spazio fisico è importante e un luogo come Expo ha le caratteristiche moderne per dare il via nuove iniziative”.

Fabio Florio, Cisco
Fabio Florio

Florio racconta l’esperienza Expo come il modello di Internet of Everythings, dove persone e cose sono costantemente collegate. Secondo Florio, Expo voleva che le aziende partner collaborassero tra loro per creare in Expo una smart city e una smart community. E così ecco che gran parte dei sistemi tecnologici e di sicurezza fisica e logica di Expo sono collegati al datacenter di Cisco. Selex Finmeccanica ha curato la sicurezza fisica attraverso sensori di fumo che sono collegati in Ip, ma anche le connessioni Wifi vanno per la maggiore tanto che il 90% degli utenti in Expo utilizza la rete Wifi e l’80% dei paesi che hanno aderito a Expo hanno accettato le soluzioni Cisco per la rete Wifi, fa sapere Florio. In totale, sul sito Expo sono presenti 14 aree service, sotto le quali sono installati i data center che collegano l’intera area. E ancora: 70 km di fibra ottica, cento totem bifacciali, 802 1x è il protocollo di accesso alla rete.

Abbiamo lavorato intensamente in questi tre anni perché ad Expo l’Internet of Everything prendesse vita, grazie alle potenzialità di connettere ciò che prima non era connesso facendo del sito una comunità smart” spiega Fabio Florio. “In Expo le tecnologie dell’Internet of Everything creano “il sistema nervoso” di una città intelligente, integrando fra loro tutti i sistemi ed i servizi che consentono ai suoi abitanti – dai visitatori allo staff organizzativo ai paesi partecipanti – di viverla al meglio. Siamo particolarmente orgogliosi di aver creato un modello non solo tecnologico ma anche progettuale, di collaborazione e partecipazione per la realizzazione delle città del futuro”.

 

Cisco Map, Expo Milano 2015
Cisco Map, Expo Milano 2015

Per garantire a tutti, all’organizzazione e ai paesi partecipanti, la connettività di rete Cisco ha realizzato una infrastruttura di rete ad alte prestazioni, sicurezza ed affidabilità che sfrutta la connettività in fibra spillata ogni 50 metri, con uplink a 10GB.

Inoltre è stata realizzata un’infrastruttura Wi-Fi che comprende circa 2.700 punti di accesso sia indoor sia outdoor: è una delle più grandi infrastrutture di questo tipo, ed è anche “federata” con la rete Wi-Fi pubblica che copre il Comune di Milano, per garantire l’estensione di una serie di servizi anche alla cittadinanza. La rete Wi-Fi adotta un’architettura dinamica e intelligente, in grado di adeguarsi automaticamente alle necessità ed alle priorità del momento.Cisco Expo 2015 Le soluzioni Cisco sono utilizzate per gestire i contenuti video, l’interattività e le applicazioni che saranno veicolate su circa 120 postazioni video – display, totem ed anche 20 e-Wall di grandi dimensioni – che sono state posizionate nel sito di Expo.   Oltre a fornire circa 2mila telefoni IP (fissi e Wi-Fi) Cisco ha dotato gli organizzatori di Expo delle applicazioni per la collaborazione, dall’instant messaging e videoconference di Cisco Jabber al servizio di webconferencing WebEx, fino alla installazione di un centinaio di postazioni per la Telepresence la soluzione di collaborazione che adotta tecnologie audio/video ad altissima qualità consentendo un’esperienza paragonabile a quella di un incontro di persona.

Expo Milano 2015 rappresenta un modello di realizzazione di smart city anche per il modo in cui è stata pensata e costruita, attraverso la collaborazione di tutti gli stakeholder e il lavoro collettivo di tante diverse aziende che hanno messo a disposizione le loro competenze e le loro eccellenze, per un evento che rappresenta un’occasione per l’Italia.

Cisco, e Santoni in particolare, ha in testa la realizzazione di almeno cento smart cities in Italia, spiega di avere tanti progetti nelle città ma manca qualcosa di fondamentale: un progetto integrato. Da un lato l’esperienza Expo potrebbe dare una grossa spinta, dall’altro però serve anche una volontà politica che porti un cambiamento.

Santoni cita il caso Barcellona. “Lì abbiamo trovato la volontà politica: una volontà che voleva che Barcellona fosse più moderna, che desse una mano ai giovani e servizi ai cittadini. Se un politico ha questo in testa – spiega Santoni – allora si riescono a realizzare progetti orizzontali. In Italia stiamo lavorando molto bene con Piero Fassino, sindaco di Torino, con cui collaboriamo. Non c’è una partnership particolare, ma so che Fassino ha questa volontà politica. Inoltre stiamo collaborando anche con Anci”, conclude Santoni.

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