Cisco, la storia continua

Management

Intervista a John Chambers, chief executive dell’azienda,inoccasione della presentazione del nuovo super router Crs-1

Negli ultimi dieci anni Cisco Systems è diventato sinonimo di Internet, dal momento che i suoi router sono stati usati dagli Isp e dalle principali aziende per creare l’infrastruttura che ha reso così onnipresente il Web. Successivamente il gigante del networking si è spinto anche in altri settori, come quello della sicurezza e delle comunicazioni wireless e domestiche. Di recente, Cisco Systems ha presentato una novità importante: il router Crs-1 al top della gamma, appositamente progettato per aiutare le società di telecomunicazione e le multinazionali a creare delle reti Ip integrate e capaci di gestire voce, dati e video. Abbiamo incontrato il chief executive di Cisco John Chambers alla presentazione del Crs-1, per parlare della strategia dell’azienda nei prossimi anni. Network News Italia: Su cosa si basano i piani di crescita futuri di Cisco? John Chambers: La nostra strategia si basa sulla produttività. Buona parte della produttività che si può vedere a livello globale è legata ai cambiamenti di processo correlati alle applicazioni in rete. Secondo i leader politici e le aziende di tutto il mondo, la ricchezza dell’economia di un paese è legata direttamente – quasi in una relazione uno-a-uno – alla crescita della produttività. La produttività è legata agli investimenti It attraverso una relazione quasi perfetta. In ogni caso, un investimento It senza un cambiamento di processo può rappresentare uno spreco di denaro. Per ottenere la produttività bisogna cambiare i settori sottostanti o le interfacce metropolitane. Come abbiamo previsto sette anni fa, la produttività dei paesi sviluppati crescerà sicuramente del 2-3%, anche se a mio parere questa percentuale sarà compresa tra il 3 e il 5. Quando lo abbiamo detto per la prima volta, nessun economista ci credeva. NNI: In che modo tutto questo si potrà tradurrà in maggiori vendite per Cisco? J.C.: Quando l’economia cresce del 2%, la produttività raddoppia ogni 36 anni. Se l’economia cresce del 3%, la produttività raddoppia ogni 24 anni. Con il 5% raddoppia ogni 14 anni. Produttività significa standard di vita, che possono migliorare in modo enormemente più rapido rispetto al passato. In questo caso la velocità è molto importante. La crescita della produttività incomincerà a livello macroscopico, a livello nazionale, poi diventerà specifica ai settori quando gli impiegati, i clienti e la supply chain saranno pronti. Successivamente esploderà nei settori di aziende specifiche – come Wal-Mart nella vendita al dettaglio – che aprono la strada che successivamente viene seguita da tutti. Anche i governi stanno parlando di produttività; il sistema di Salute Pubblica di Tony Blair rappresenta un esempio di focalizzazione su quello che si può fare. Oggi sul Web comunicano sempre più persone – io oggi comunico nelle vesti di presidente di un’azienda – non usando la posta elettronica, ma attraverso il video on demand. È uno strumento di facile utilizzo. Tra cinque anni questo sarà il modo in cui la maggior parte degli impiegati comunicherà all’interno di un’azienda. Ed è la rete che sta al centro di tutto ciò che consente le applicazioni. Se si cambiano i processi aziendali e si introducono sistemi Internet, la produttività può crescere quattro o cinque volte più velocemente rispetto al caso in cui si implementano soltanto le applicazioni. Usando come esempio il supporto clienti, le aziende che hanno cambiato i processi aziendali e hanno implementato le applicazioni hanno ottenuto un incremento di produttività medio del 25-30%. Chi ha implementato soltanto la tecnologia ha manifestato una diminuzione del 69%. Cisco è un’azienda capace di capire che il cambiamento dei processi e l’It sono la produttività – e tutto ciò viene reso possibile dalla rete; di conseguenza, possiamo dialogare con aziende specifiche a livello di settore, a livello di un segmento di mercato in un settore, fino al livello delle applicazioni. Questa è la strategia seguita dalla nostra azienda. NNI: Come stanno cambiando le reti aziendali? J.C.: Se ci fossimo incontrati cinque anni fa, probabilmente avremmo parlato delle reti ‘best of breed’. Nelle grandi aziende si è passati dal best of breed, dove si sceglie un’intera serie di fornitori, a una realizzazione nella quale i costi di supporto sono il doppio dei costi hardware e software. Di conseguenza, si passa al fornitore preferito. Poi c’è la rete delle reti, dove tutto sarà trasparente mentre si va dalla propria rete a quella del service provider, a Internet, alla rete domestica, a una combinazione di reti wireless e cablate. Con l’andare del tempo l’intelligenza si sposterà nella rete, per la virtualizzazione di applicazioni, dati e risorse; non si avrà nessuna idea rispetto a dove il dispositivo utilizzato accede alla rete. Non si potrà sapere se i dati sono contenuti in un dispositivo fisicamente vicino e qui elaborati oppure se è stata usata una connessione wireless o cablata e in quale parte del mondo ha avuto luogo l’elaborazione. La rete renderà virtuale tutto questo, dal momento che tutto verrà effettuato più ovunque abbia senso in termini di schema architetturale. Il settore sta passando dalle macchine ai sistemi, mentre la Legge di Moore si applicherà anche a tutto il resto oltre al settore del networking. NNI: Uno dei problemi principali che i responsabili di rete devono affrontare è quello della sicurezza. Come li aiutate? J.C.: Per essere efficace, la sicurezza deve diventare una capacità di auto-difesa. Inizialmente gli attacchi duravano mesi, poi settimane e successivamente giorni; adesso si verificano in pochi secondi. Di conseguenza, se occorre l’intervento umano, ormai è troppo tardi. La rete, proprio come il corpo umano, deve essere in grado di gestire la maggior parte degli attacchi dei virus senza bisogno di essere consapevole che sono avvenuti. Sono le eccezioni che vengono focalizzate e risolte dalla nostra mente. Tutto ciò richiede una sicurezza approfondita per identificare, prevenire e adattarsi alle minacce. Ci vuole un’architettura che, a mio parere, si può implementare soltanto nell’architettura hardware e nella rete, in grado di combinare ogni elemento – dai sistemi per il rilevamento delle intrusioni ai firewall, fino agli attacchi denial of service. Due anni fa, molti non si aspettavano che Cisco diventasse uno dei protagonisti nel settore della sicurezza. Di recente, sono stati intervistati i principali clienti delle grandi aziende, chiedendo chi a loro parere avrà lo slancio maggiore in questo mercato. Ne è emerso che i singoli prodotti stanno perdendo terreno, mentre ci si sta rendendo conto che ci vuole un approccio architetturale. Questo approccio deve essere onnipresente nel design dei prodotti. NNI: Come molti altri fornitori, anche voi avete sofferto durante la recessione dopo lo scoppio della bolla delle dot.com. In che modo ciò ha influenzato il vostro business? J.C.: Negli ultimi due anni la profittabilità di Cisco è stata molto buona – circa il 20% dopo le tasse – e ha dimostrato la nostra capacità di gestire la recessione, anche se siamo rimasti scottati come chiunque altro. La capitalizzazione di mercato rappresenta di solito l’elemento più accurato che consente definire il modo in cui i mercati finanziari valutano il futuro di un’azienda. Dieci anni fa la nostra capitalizzazione di mercato era di 10 miliardi di dollari, mentre quella dei nostri dodici principali concorrenti era di 71 miliardi di dollari. Oggi siamo arrivati a 152 miliardi di dollari, con un incremento pari a più del 1400%, mentre i nostri principali concorrenti hanno perso il 10%. Ancora più straordinario è il fatto che soltanto due o tre di queste aziende di dieci anni fa sono riuscite a completare la transizione per arrivare fino a oggi. Questo è un settore che si muove a una velocità enorme, un settore dove bisogna mantenere il passo altrimenti si resta indietro. Siamo convinti di poter essere degli innovatori – l’anno prossimo, per la prima volta nella storia di Cisco, la nostra gamma principale conterrà un numero doppio di prodotti. La produttività pilota la crescita e ciò spinge la gente a spendere dei soldi; molti di questi soldi saranno spesi nel networking, in modo diretto e indiretto.

Autore: ITespresso
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