Cisco spiega il bello della conferenza virtuale e fa pace con l’open source

AziendeWorkspace

Con la tele-conferenza e la comunicazione via instant messaging, le aziende risparmiano soldi e migliorano l’interazione. Accordo fra Cisco e la Free Software Foundation

La tele-conferenza sta ricevendo la spinta decisiva dalla recessione. Con la tele-conferenza e la comunicazione via instant messaging, le aziende risparmiano soldi e migliorano l’interazione e la produttività: lo hanno capito Nokia Siemens, IBM e Procter & Gamble.

La video conferenza in alta definizione ha un costo più alto, ma si possono usare soluzioni più economiche basate sul server software di tutti i giorni.

In questi anni, Ibm ha provato a utilizzare il mondo virtuale di Second Life, Wiki (editabili da tutti gli impiegati) come l’enciclopedia open source, ma la tele-conferenza è un’altra opportunità. Cisco offre al consumer anche i wireless router Linksys e le videocamera digitali Flip.

Infine Cisco ha trovato un accordo con l’open source: Fsf aveva portato Cisco in tribunale per violazione della Gpl , ma ora l’azione legale verrà ritirata. Accordo fatto con l’open source: in base ad esso, Free Software Foundation nominerà un direttore e controllerà il rispetto delle licenze del software libero rilasciato da Linksys e la pubblicazione delle norme riguardanti le licenze open source; il rilascio del codice sorgente di tutte le applicazioni distribuite da Linksys, in software libero; infine Cisco verserà un contributo nelle casse della FSF.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore