Class Action a rischio?

Autorità e normativeNormativa

Confindustria vuole un rinvio dell’entrata in vigore della normativa, ma le associazioni consumatori si schierano compatte per il no allo slittamento. Altroconsumo lancia un sondaggio online

Attualmente si sono espressi in poche centinaia, ma già appare chiaro nel sondaggio online sulla Class Action, lanciato da Altroconsumo , che il 98% è favorevole alla data del 30 giugno per l’introduzione della Class Action in Italia,

mentre solo il 2% si dice favorevole a un rinvio dell’entrata in vigore della normativa sullo strumento della “causa collettiva”, messo a disposizione delle associazioni dei consumatori e alcuni altri soggetti.

A volere il rinvio è Confindustria, e il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, parlando a margine dell’assemblea annuale di Federchimica, ha dato adito a speculazioni su un probabile slittamento. Il ministro ha detto: ”Credo che la Class Action abbia aspetti positivi. Ma così come è e formulata diventa impraticabile per certi aspetti. Bisogna rivedere questi aspetti a tutela dei consumatori, perchè non ci sia una risposta beffarda per chi vuole il riconoscimento dei propri diritti”.

Anche Adiconsum boccia un’eventuale rinvio: “In più occasioni abbiamo sollecitato l’approvazione dell’azione collettiva come un deterrente contro le furbizie, i raggiri e le truffe cresciuti in modo esponenziale a danno del consumatore“.

E aggiunge: “Uno strumento utile anche alle imprese contro quelle che operano in concorrenza sleale, giocando sul non rispetto dei diritti e sulle pratiche commerciali scorrette“.

In seguito alla decisione del Tar del Lazio che blocca la disabilitazione delle linee telefoniche verso i numeri a sovrapprezzo 899, potrebbe profilarsi un altro stop, questa volta alla “causa collettiva”. La prima Class Action dovrebbe essere quella di Altroconsumo contro Telecom Italia a causa delle bollette gonfiate: ha già raccolto l’adesione di 3mila consumatori.

La controversa Class Action è senza dubbio da migliorare, lo ammette anche Altroconsumo, tuttavia: “Gli aspetti attualmente più controversi e meno definiti della normativa sulla class action, possono essere migliorati in Parlamento senza necessariamente bloccare l’entrata in vigore della legge. Uno stop per decreto legge disattenderebbe le aspettative della stragrande maggioranza di cittadini e consumatori che vedono nell’azione risarcitoria collettiva uno strumento utile per tutelare adeguatamente i loro interessi“.

Il rinvio verrebbe visto dai consumatori come l’ennesima dilazione a sfavore degli utenti. Anche perchéfu proprio durante il precedente governo Berlusconi che venne approvata alla Camera, il 24 Luglio 2004, con voto bipartisan, la prima norma che introduceva la legge sulla Class Action in Italia, riconoscevndo la legittimazione attiva alle associazioni di consumatori ed a quelle di investitori.

Adiconsum, infine, ritiene del tutto infondate e strumentali le informazioni secondo le qual i, alla vigilia dell’entrata in vigore della class action,sarebbe in arrivo una valanga di azioni collettive.

Autore: ITespresso
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