Cloud computing, istruzioni per l’uso in sicurezza

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Il mercato della cyber sicurezza rischia la balcanizzazione
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Il caso delle foto trafugate su Apple iCloud, rimette al centro la sicurezza IT. ecco come utilizzare il cloud computing senza rischi

Se esistesse un decalogo del cloud computing sicuro, al primo posto mettere la consapevolezza, al secondo la tutela della propria ed altrui privacy, al terzo l’utilizzo di password sicure (mai banali!), al quarto il buon senso: la vicenda delle foto di nudi trafugate alle Star americane, dimostra non tanto che iCloud sia insicuro, ma che gli utenti utilizzano il cloud computing in maniera frivola, velleitaria e dunque insicura.

Ora, si chiaro che Apple è styata vittima di un’exploit in “Find my iPHone”, l’app che avrebbe consentito agli hacker di cercare diverse password senza essere bloccati. Ma Apple è corsa ai ripari, risolvendo la falla con una patch. Rimane il fatto che gli utenti sincronizzano tutti i file su iCloud, comprese foto e video privati e scatti intimi.

Secondo: chi vuole fare scatti osé senza essere scoperto, dovrebbe ricorrere a una vecchia Polaroid, a una macchina fotografica analogica, evitando di passare alla digitalizzazione o alla stampa. Perché tutto ciò che è digitale è facilmente replicabile; e ciò che è su Internet, è accessibile ovunque.

Terzo: Apple assicura che i dati sono protetti con una crittografia Aes a 128 bit, ma potrebbero anche essere blindati dall’Aes a 256 bit. L’utilizzo della crittografia su cloud non è un optional.

Infine consigliamo di utilizzare password originali, non replicate per ogni servizio. E la scelta delle password deve essere anch’essa originale, mai banale: solo password alfanumeriche, contenenti caratteri speciali (copme punti esclamativi o interrogativi eccetera) offre una certa sicurezza, a prova di hacker.

Gli utenti di Iphone eIpad possono anche servizi di Microsoft One Drive o Google Gdrive, che offrono 15GB di spaio (Google e Microsoft) controi  5 GB di spazio free cdi Apple. Per ulteriori 10 GB di spazio, Apple chiede altri 20 dollari, mentre Google chiede 1,99 dollari mensili per 100 GB. La concorrenza ad iCloud c’è e funziona.

Autore: ITespresso
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