Cnel: Italia al quarto posto

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L’Ict italiano si piazza in quarta posizione a livello europeo. Ma sotto la media Ue

Cnel ( www.cnel.it ) fotografa lo stato di salute dell’Ict italiano. Nel Rapporto di settore, giunto alla decima edizione, redatto dal Cnel e dal Forum per la Tecnologia dell’Informazione, l’Ict italiano risulta valere 66,6 miliardi di euro. In Europa l’Italia si piazza in quarta posizione, dopo Germania (128,3 miliardi di euro), Gran Bretagna (114,1 miliardi di euro) e Francia (90,6). Ma in termini percentuali, l’Italia è sotto la media europea: rispetto al Pil, l’Ict italiano ha solo una quota del 5,2% contro il 6,1% europeo. Le aziende Ict italiane sono soltanto lo 0,9% delle imprese; gli occupati del settore Ict sono solo il 3,1% (distribuiti così: nei servizi lavora il 74,7%, di cui il 21,1% nella telefonia; nella produzione il restante 25,3%). L’occupazione femminile non raggiunge neanche un quarto degli addetti: si ferma al 24%. Di queste solo il 9% è Top manager, mentre la parte del leone è fatta da marketing (53%) e amministrazione (69%). L’Italia però è al livello dei paesi più all’avanguardia (come la Svezia e l’Irlanda) per l’occupazione femminile tecnica: pari al 22%. Anche il Rapporto del Cnel fotografa un’Italia solcata dal digital divide: casalinghe, pensionate e commercianti al dettaglio sono ancora tagliate fuori dalle nuove tecnologie digitali. Infine Cnel sottolinea che le imprese italiane Ict sono troppo di piccole dimensioni per competere: e le Pmi in generale considerano tuttora l’Ict più come un costo che come un’opportunità. Senso di sfiducia e mancanza di lungimiranza a lungo periodo completanbo il quadro dell’Ict italiano, a luci e ombre, descritto dal nuovo Rapporto del Cnel.

Autore: ITespresso
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