Colori d’inverno

Management

Non lasciate la fotocamera nel cassetto quando fa freddo o c’è brutto tempo. Pioggia,neve e brina offrono tantissimi spunti per immagini di grande effetto

Freddo e brutto tempo invogliano a starsene al calduccio dentro casa, meglio ancora se davanti a un bel camino acceso. Niente da dire, ma sono anche momenti che offrono tantissime opportunità per immagini suggestive. Quando piove la visibilità è minore, i colori sono meno vivaci e fa più buio. È la situazione ideale per spostare l’attenzione sulla gente, che corre o si ripara dall’acqua, impugnando ombrelli di svariati colori. Dopo la pioggia, si possono cogliere immagini suggestive con i primi raggi di sole che spuntano dalle nuvole, o puntando l’obiettivo sulle pozzanghere che riflettono quanto è loro attorno. Il medesimo discorso vale per la neve, per le giornate nebbiose o quando c’è leggera foschia. Le opportunità da cogliere sono veramente molte, basta guardarsi attorno con curiosità, senza lasciarsi prendere dalla pigrizia.

Le giornate di cattivo tempo, specialmente quelle di nebbia, pioggia o neve, sono caratterizzate da un’illuminazione molto piatta e priva di contrasti. Questo fa sì che la lettura esposimetrica vada corretta. Gli esposimetri sono tarati per misurare la luce su soggetti mediamente contrastati. Nel nostro caso vengono ingannati, e leggono una quantità di luce inferiore a quella realmente esistente. Da ciò deriva una sovraesposizione spesso notevole. Generalmente conviene sottoesporre, di circa uno stop rispetto alle indicazioni fornite dell’esposimetro. Lo si può fare con qualsiasi macchina, reflex o compatta, anche di primo livello. Tutte infatti dispongono della sovra o sottoesposizione intenzionale, con la possibilità di modificare in genere da -2 a +2 EV. I numeri con il segno meno indicano la sottoesposizione. Molte fotocamere, inoltre, dispongono della modalità bracketing (forcella), con la quale si ottengono tre scatti con tre diversi livelli di esposizione. Potrete così decidere successivamente quale immagine corrisponde al risultato migliore.

Le vaste distese di neve costituiscono un potente riflettore per la luce del sole. Il risultato è uno schiarimento generale delle ombre e una forte luminosità ambientale. L’aspetto di un paesaggio innevato cambia molto, a seconda del tipo di luce. I contrasti risultano molto deboli con cielo coperto e nuvoloso, mentre diventano molto elevati in pieno sole o nel controluce. L’esposizione è complessa, perché la forte luminosità inganna il sistema. Basta sbagliare di poco e la neve diventa troppo chiara, senza particolari. Oppure si ottiene una neve esposta correttamente, e le zone in ombra troppo scure. Se la lettura dell’esposizione viene fatta sulla neve, conviene sovraesporre di circa un diaframma, rispetto alle indicazioni dell’esposimetro. Anche mettendo in pratica questo piccolo trucco, è sempre bene scattare più pose della medesima inquadratura, variando la coppia tempo/diaframma. Nei paesaggi con neve e cielo sereno è inevitabile avere una colorazione azzurrina della neve, specialmente nelle parti in ombra: è dovuta al riflesso blu del cielo. Nella fotografia analogica si corregge mettendo sull’obiettivo un filtro skylight o un polarizzatore, ma con il digitale siamo avvantaggiati. Potete impostare il bilanciamento del bianco sul cielo coperto: in questo modo si inganna l’esposimetro che si attiverà per quel tipo di luce e produrrà un sensibile riscaldamento della scena, eliminando la dominante bluastra. Oppure, se siete dei perfezionisti, potete effettuare un bilanciamento personalizzato, presente anche su molte compatte. Impostate la modalità, puntate l’obiettivo sulla neve e premete il pulsante. A quel punto, la fotocamera avrà un bilanciamento del bianco specifico per quella situazione e correggerà la dominante blu per fornire un bianco pulito. L’articolo continua sulla rivista Fotoidea n.3

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore