Come diffuso dalla Business Software Alliance, diventa legge la Direttiva Europea sul diritto d’autore. Esclusi dal compenso per copia privata i sistemi informatici

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È entrato in vigore il decreto legislativo 9 aprile 2003, n.68 che recepisce la Direttiva 29/2001/CE.

Con il Decreto legislativo n. 68 del 9 aprile 2003, il legislatore ha definitivamente recepito le indicazioni contenute nella Direttiva 29/2001/CE sull’armonizzazione della disciplina del diritto d’autore, innovando la legge 633/41. L’Italia è il terzo paese europeo a recepire la Direttiva dopo Grecia e Danimarca, sintomo di una elevata sensibilità alle tematiche inerenti la tutela della proprietà intellettuale. BSA, favorevole alla copia privata delle opere musicali e audiovisive in quanto legittimo esercizio di un diritto riconosciuto dalla normativa vigente, in passato era intervenuta nel dibattito sull’equo compenso esprimendo la sua perplessità sulla bozza di decreto e auspicando una riformulazione dell’articolo 79 septies. In particolare, BSA chiedeva che venissero esclusi dall’applicazione del compenso per copia privata i sistemi informatici, gli elaboratori elettronici e i loro componenti, convinta che la norma così come era stata formulata introducesse una doppia tassazione, costringendo il consumatore a pagare una volta per il diritto esclusivo ed una seconda volta per la copia privata, oltre che causando perdite per l’industria dei produttori e una contrazione degli investimenti. Nella stesura finale del decreto, il legislatore ha escluso gli elaboratori elettronici dai dispositivi oggetto del compenso: ad essere oggetto del compenso ora sono «gli apparecchi esclusivamente destinati alla registrazione analogica e digitale» e non gli «apparecchi idonei alla registrazione». «Siamo soddisfatti per l’esclusione dei dispositivi informatici dalla tassazione per la copia privata da parte del legislatore nella stesura finale del Decreto legislativo» ha dichiarato Yolanda Rios, Presidente di BSA Italia – Il sistema così come veniva delineato dalla bozza del decreto rischiava di causare aggravi ingiustificati per il consumatore finale senza alcun effettivo collegamento con attività di fruizione di opere musicali e audiovisive tramite sistemi informatici.» BSA chiede ora al legislatore che voglia completare la risistemazione della normativa in tema di diritto d’autore, chiarendo che non devono essere soggetti all’obbligo di apposizione del contrassegno o ad altre formalità SIAE i programmi per elaboratore aventi un ridotto contenuto di tipo musicale e/o audiovisivo.

Autore: ITespresso
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