Come mai le Frequenze sono gratis per le Tv e a pagamento per le Tlc

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Renato Soru, fondatore dell’Isp cagliaritano Tiscali, si chiede come mai le Frequenze siano gratis per le Tv e a pagamento per le Tlc. In Italia scontiamo il privilegio dei network Tv rispetto alla riduzione del Digital Divide

Il ministro dell’economia Giulio Tremonti sa che non potrà incassare 4 miliardi di euro come il governo tedesco guidato da Angela Merkel, tuttavia ha già messo “a bilancio” un ipotetico 2,4 miliardi di euro. A tanto ammonterebbe l’asta frequenze WiFi. Si tratta delle frequenze liberate dal (tormentato) switch-off. Nonostante i disagi nati dal passaggio dalla Tv analogica al Digitale terrestre, lo switch-off ha un pregio: liberare frequenze, in parte riutilizzabili per il WiFi.

Ma ora sorge una domanda. Renato Soru, fondatore dell’Isp cagliaritano Tiscali, si chiede come mai le Frequenze siano gratis per le Tv e a pagamento per le Tlc. Mentre l’Italia vive il dramma del WiFi libero, Soru scopre uno dei tanti conflitti d’interesse di questo governo: privilegiare i network televisivi rispetto alla di ridurre il digital divide che spacca in due l’Italia.

Da anni la Commissione europea ha chiesto di liberare le frequenze a favore della banda larga wireless e di sfruttare parte dello spettro liberato per colmare il Digital divide. Secondo Repubblica solo Telecom e Vodafone hanno la possibilità di partecipare all’asta, che più che una via maestra, a questo punto potrebbe diventare l’ennesima “via Crucis”.

Autore: ITespresso
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