Come scegliere il palmare ideale

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Dopo anni di battaglie, i palmari PocketPC hanno conquistato il mercato a spese di Palm e Psion. A confronto quattro modelli per scoprirne pregi e difetti, e valutare se quanto dice il mercato corrisponde a verità

Nelle intenzioni di chi li ha ideati e pensati, i computer palmari dovevano essere un successo epocale: l’apparecchio elettronico di cui nessuno avrebbe potuto fare a meno. Nella realtà dei fatti, le cose sono andate diversamente e questi dispositivi, pur conquistandosi un pubblico di affezionati utilizzatori, sono rimasti essenzialmente un prodotto di nicchia. Una nicchia, tra l’altro, il cui futuro è incerto anche per l’incalzare dei cellulari intelligenti che nella maggior parte dei casi incorporano gran parte delle stesse funzionalità. Il palmare nasce, essenzialmente, come strumento per gestire i dati personali, come fanno intendere le sigle che comunemente sono a esso associate: l’apparecchio viene chiamato in inglese Pda (Personal Data Assistant) e il software indispensabile, almeno per le funzioni di base, è chiamato Pim (Personal Information Manager o gestore dei dati personali). In pratica, questi apparecchi sono nati per sostituire con un dispositivo facile da usare e abbastanza compatto da stare in tasca, una serie di accessori che molti di noi si trascinano nella ventiquattrore: l’agenda, la rubrica degli indirizzi e dei numeri di telefono, una calcolatrice, un blocco per gli appunti. Più che il risparmio di spazio e peso nella valigetta, però, il punto di forza del palmare sta nella possibilità di sincronizzare facilmente i dati contenuti nella propria memoria con quelli presenti sul Pc del proprietario. Questa capacità di scambio delle informazioni da un lato rende molto più semplici, o addirittura non necessarie, le scomode operazioni di gestione delle vecchie rubriche (chi non ha passato qualche serata a ricopiare i numeri di telefono dalla vecchia alla nuova rubrica cartacea?); dall’altro apre una serie di nuove possibilità, in particolare per il fatto di poter accedere ovunque, in forma elettronica, a documenti che prima potevano essere trasportati solo su carta stampata, perché memorizzati sul Pc di casa o dell’ufficio.

Autore: ITespresso
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