E-commerce a doppia cifra in Italia, al raddoppio l’m-commerce

AziendeE-commerceMarketingMercati e FinanzaWorkspace
L'e-commerce cresce a due cifre, l'm-commerce va al raddoppio
5 32 1 commento

L’e-commerce cresce a due cifre, l’m-commerce va al raddoppio. I dati dell’Osservatorio B2C. Il fattore chiave dell’export

Nell’ultimo anno, in Italia, gli acquirenti online sono più di 16 milioni. Nel nostro Paese, la crescita dell’e-commerce B2c è a due cifre. L’incremento del 17% nel 2014, ha portatoil valore delle vendite a quota 13,3 miliardi di euro. Lo riporta Osservatorio B2C.
A trainare il commercio elettronico è lo shopping da dispositivi mobili (smartphone e tablet). Il Mobile Commerce (m-commerce) è raddoppiato via smartphone (1,2 miliardi di euro nel 2014): insieme allo shopping via tablet, l’m-commerce rappresenta per il 20% dell’e-commerce. Lo shopping da smartphone ha registrato un incremento del +100% nel 2014.

Le vendite da siti italiani ammontano a 13,3 miliardi di euro nel 2014: hanno fatto registrare una crescita pari a circa 2 miliardi di euro, generato per il 70% dalla vendita di prodotti e per il 30% dalla vendita di servizi. Tra i comparti di prodotto emergono Abbigliamento e Informatica ed Elettronica di consumo, che contribuiscono con circa 350 milioni di euro ciascuno. Tra i servizi spicca ancora il Turismo, che genera un quarto della crescita totale, mentre restano piatti gli altri settori (Assicurazioni, Ricariche telefoniche, Biglietteria per eventi e i servizi venduti attraverso i siti di Couponing). Il risultato di queste dinamiche è nel 2014 un balzo del peso dei prodotti sul totale eCommerce dal 40 al 45%, un passo importante verso la parità con i servizi, attesa a questo punto per il 2015.

Gli acquisti dei consumatori italiani da siti italiani ed esteri, sono pari a 14,6 miliardi di euro e in crescita del 16% rispetto al 2013, porta la penetrazione dell’online a oltre il 3,5% del totale vendite retail. Cresce a buon ritmo il tasso di penetrazione dei comparti Informatica ed Elettronica di consumo (dal 7,5 al 10,5%), Editoria (dal 4 al 7%) e Abbigliamento (dal 2,9 a quasi il 4%), grazie ad una crescita delle vendite.

L’Export dell’eCommerce B2c italiano ha un incremento del 24% e oltrepassa i 2,5 miliardi di euro. Le esportazioni rappresentano un quinto delle vendite da siti italiani: contribuiscono oltre il 50% al Turismo, grazie prevalentemente agli operatori del trasporto e ai portali di hotel, e per circa un terzo all’Abbigliamento grazie a operatori con vocazione internazionale e ai produttori. I principali mercati di sbocco sono quelli occidentali (Europa e USA) con l’aggiunta del Giappone e la Russia. Invece non sono aggrediti gli altri mercati, come per esempio Cina e Sudamerica (Brasile in primis).

L'e-commerce cresce a due cifre, l'm-commerce va al raddoppio
L’e-commerce cresce a due cifre, l’m-commerce va al raddoppio

Le Dot Com, che crescono più rapidamente delle imprese tradizionali, perché interpretano meglio il canale digitale, rappresentano il 54% del valore delle vendite online e, se prendiamo in esame solo i prodotti escludendo i servizi, il loro peso cresce al 70%.
Tra i mercati che hanno osservato gli incrementi più elevati, spiccano: Editoria (+34%), Informatica ed elettronica di consumo (+31%) e Abbigliamento (+25%).
Il peso dell’e-commerce sul totale vendite retail nell’Editoria passa così dal 4 al 7%, nell’Informatica cresce dal 7,5 al 10,5% e nell’Abbigliamento passa dal 2,9 a quasi il 4%.
Mentre gli operatori tradizionali non sono inclini e predisposti a una strategia multicanale, le startup e-commerce brillano per intraprendenza: sono 1000 quelle finanziate, di cui 54 italiane, soprattutto nell’Abbigliamento, nell’Arredamento e Design, e nel Food&Wine.

L’eCommerce nel nostro Paese è sempre più appannaggio delle Dot Com – prevalentemente straniere (come ad esempio Amazon, Booking.com, eBay, Expedia, Privalia, vente-privee.com), ma anche italiane (ad esempio Banzai e YOOX Group) – che complessivamente pesano per il 54% delle vendite (oltre il 70% se consideriamo solo i comparti di prodotto)”, haprecisato Alessandro Perego, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio eCommerce B2c di Politecnico di Milano e Netcomm. “Questa percentuale, non negativa di per sé, mette però in luce le debolezze degli operatori tradizionali (produttori e retailer), che ancora stentano a interpretare l’online come un reale canale alternativo e che per questo non riescono a giocare un ruolo da protagonisti come è invece avvenuto in molti mercati occidentali. Nonostante oltre 30 nuovi ingressi online tra gli operatori tradizionali nei diversi comparti merceologici, vediamo molto spesso un approccio poco convinto, volto più a enfatizzare i limiti dell’eCommerce rispetto al business tradizionale piuttosto che a coglierne pienamente le potenzialità.

Gli acquirenti abituali – cioè quelli che fanno almeno uno shopping al mese – si attestano a circa 10 milioni e producono il 90% circa del valore dell’e-Commerce B2c, mentre quelli sporadici sono 6 milioni. In media spendono 1000 euro all’anno. Se confrontiamo i nostri 16 milioni di acquirenti con i web shopper dei principali mercati eCommerce europei non riscontriamo valori di spesa annua molto differenti: 1.100 euro/anno per quelli tedeschi, 1.000 euro/anno per i francesi e 700 euro/anno per gli spagnoli. Solo gli inglesi fanno registrare un valore degli acquisti annui decisamente superiore con quasi 2.000 euro all’anno. Resta ancora differente la numerosità: in UK i web shopper sono 39 milioni, in Germania 44 e in Francia 29, cioè rispettivamente il 78, il 74 e il 59% degli Internet User.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore