Comprare di domenica

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Una ricerca Cermes-Bocconi, commissionata da Federdistribuzione, ha indagato
sugli effetti che un aumento delle aperture domenicali e festive dei negozi
potrebbe avere sull’economia e sulle abitudine dei consumatori

Federdistribuzione, che rappresenta oltre il 70% della distribuzione moderna organizzata, affronta il problema delle aperture domenicali, tema attuale e di grande rilevanza sia per i consumatori sia per le imprese, affidando al Cermes-Bocconi il compito di svolgere una ricerca per cercare di fare chiarezza sui molti aspetti legati a questa problematica. Due considerazioni emergono in prima battuta dalla ricerca: le aperture domenicali sono percepite dai cittadini come un’opportunità per gestire al meglio il proprio tempo libero, permettendo al contempo un acquisto più ragionato e consapevole. Tanto che, con la sicurezza dei negozi aperti nel giorno festivo, il 19% degli italiani per la spesa alimentare e il 25,9% per quella non alimentare sposterebbe il proprio giorno abituale di spesa la domenica. La seconda considerazione: più domeniche lavorative potrebbero rappresentare anche un volano per l’economia, creando ricchezza e incentivando i consumi.

A questo proposito la ricerca stima che con il raddoppio delle aperture domenicali (dalle attuali 14 a 28) si otterrebbe una crescita di 4,16 miliardi di euro, pari ad un incremento dell’1,96%, dei consumi commercializzabili alimentari e non alimentari. Anche sotto il profilo occupazionale si avrebbero dei benefici, con una previsione di 9.000 nuove opportunità di lavoro nella grande distribuzione e circa 13 mila nuove potenziali posizioni nella distribuzione tradizionale. Durante la conferenza di presentazione dei dati, Paolo Barberini, Presidente di Federdistribuzione, ha soprattutto sottolineato la centralità del cittadino, aspetto che deve andare al di là degli interessi delle singole parti in causa. Inoltre, Barberini ha ribadito l’importanza di fare chiarezza sulla questione normativa, ad oggi piuttosto ingarbugliata e confusa, in modo da garantire un trattamento omogeneo dei cittadini in relazione alla loro residenza ed eliminare le evidenti distorsioni della concorrenza tre imprese che, anche quando agiscono su bacini sostanzialmente analoghi, vivono contesti di operatività radicalmente diversi.

Tornando ai dati contenuti nella ricerca Cermes-Bocconi, si rileva che c’è una grande domanda di informazioni: il 66% degli intervistati valuta infatti che le aperture domenicali andrebbero meglio pubblicizzate. Tuttavia, la frequentazione dei negozi durante i giorni festivi è già un fatto consolidato: complessivamente nell’ultimo anno il 65,4% degli italiani ha fatto acquisti domenicali nei supermercati, il 56,8% nei centri commerciali, il 54,7% nel centro città, il 39,8% nei mercati ambulanti e il 37,8% nei negozi sotto casa. A fronte di questa situazione, l’80% dei cittadini è comunque insoddisfatto dell’attuale situazione delle aperture domenicali e richiede più comunicazione, più certezze e meno occasionalità: mediamente a livello nazionale, l’indicazione degli italiani è per 25-26 aperture domenicali annue.

Autore: ITespresso
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