comScore: L’Italia sconta un ritardo in Rete

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comScore: L'Italia continua a scontare un ritardo in Rete

I dati di Audiweb e comScore a confronto. Gli italiani navigano più da smartphone che da desktop, ma l’Italia continua a registrare un ritardo nei livelli di penetrazione Internet

Nel 2016 gli italiani hanno navigato in Rete, accedendo a Internet pù da smartphone che da desktop. È quanto emerge dallo studio di Audiweb. I dispositivi mobili hanno messo a segno un incremento dell’11,4% rispetto al 2015.

Il 75,8%, circa 36,4 milioni di italiani, ha dichiarato di accedere ad Internet da telefono cellulare, contro i 35,4 milioni da Pc, i 14,9 milioni da tablet e i 5,1 milioni da TV. Il campione preso in esame è formato da italiani occupati tra gli 11 ed i 74 anni, sulla carta la forbice di consumatori ideale per monitorare l’utilizzo di Internet.

Il 77,2% del tempo speso online è da attribuire alla navigazione da mobile (smartphone e tablet) e, più in dettaglio, l’88,8% del tempo totale da mobile è speso sulle mobile app, in crescita del 36,8% rispetto al mese di dicembre 2015.

comScore: L'Italia continua a scontare un ritardo in Rete
comScore: L’Italia continua a scontare un ritardo in Rete

Anche comScore conferma la tendenza Mobile: il 57% del tempo in Rete è trascorso sulle app, ma si usano sempre le stesse (uno su tre ne scarica una nuova al mese). Dall’indagine risulta che il 65% degli italiani erano connessi (a dicembre), con un incremento del 12% rispetto al 2015 per gli accessi effettuati da mobile, che si affianca a un declino del 4% registrato dagli accessi via desktop.

Ma il 53% di penetrazione Internet dell’Italia è di ben 25 punti percentuali più basso agli Stati Uniti (al 78%) e di 17 inferiori rispetto al Regno Unito (al 70%). Invece non si discosta da americani e inglesi il tempo che viene trascorso su mobile, dove gli italiani restano per due minuti su tre (65%).

Il traffico via smartphone e tablet è così suddiviso: 6 minuti ogni 10 vengono spesi su Facebook o WhatsApp. Negli Usa o nel Regno Unito, da device mobile si accede soprattutto a contenuti di intrattenimento. Sulle app oggi si passa circa il 90% del tempo da dispositivi mobili e quindi il 57% del totale del tempo speso in rete. Circa il 60% del tempo totale viene speso sulle due app più popolari (WhatsApp e Facebook), mentre in termini di penetrazione sugli utenti di smartphone tutte le prime 10 App appartengono a Google o Facebook.

In Italia solo il 34,2% di possessori di smartphone scarica almeno una nuova app al mese, in linea con le percentuali di Germania e Spagna (rispettivamente 33,7% e 31,7%) e superiore al dato francese (23,4%) ma lontano dalla curiosità a scoprire nuove app in UK (41,4%) e USA (48,7%).

I video mobili spopolano: 28 milioni gli Italiani che hanno visto un video online tramite il desktop e 18 quelli che hanno detto di farlo con uno smartphone. La visualizzazioni da smartphone in Italia registra un incremento del 15% nel 2016: il Paese è secondo solo alle spalle della Germania (+19%) . Oggi oltre la metà (55,5%) dei possessori di smartphone italiani ha visto un video usando il proprio device: aumentano del 34% (da 3,3 a 4,4 milioni) gli utenti che guardano video quasi ogni giorno.

Il ritardo che continuiamo a scontare nei livelli di penetrazione di utilizzo della Rete rispetto ai Paesi più evoluti, se da un lato rappresenta un problema importante per lo sviluppo della nostra economia digitale, dall’altro indica un potenziale di crescita ancora significativo”, ha precisato Fabrizio Angelini, ceo di Sensemakers che rappresenta comScore in esclusiva in Italia, evidenziando il valore del video on-line, in grado di “far aumentare l’importanza della Rete come piattaforma di entertainment su cui far crescere gli investimenti pubblicitari”.

In Italia le fasce di età più giovani spendono fino a metà del proprio tempo online da Desktop per guardare video editoriali. Il record appartiene alla fascia 15-24 (52%) seguito da quella 6-14 (46%), mentre per le fasce d’età più adulte si ferma a più di un terzo del tempo totale (tra 34% e 36%).

Solo il 13% degli utenti unici che navigano da desktop ha installato un software anti pubblicità (ad-blocking). Il livello medio di traffico generato da bot rimane modesto (si attesta all’1,16% del totale delle impression erogate).

Infine, una curiosità proveniente da d’Oltralpe: da un’infografica di Emarketer sugli influencer della rete, in Francia il 54% ha tra i 19 e i 30 anni e il 70% si interessa di lifestyle e tendenze. Il 43% scommette su Instagram per avere successo, il 26% sul proprio blog, appena l’11% su Facebook e il 9,7% è uno youtuber.

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