Con Basilea 2 non si dorme sugli allori

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Unione europea

Dal 1° gennaio 2007 entrerà in vigore l’accordo più temuto dalle imprese
italiane. Ecco qualche breve consiglio per non farsi trovare impreparati
all’appuntamento

Bilanci unici, puliti e trasparenti. Dal 1° gennaio dell’anno prossimo scenderanno in campo i principi dettati dall’accordo

di Basilea

2 e molte imprese italiane di medie piccole dimensioni dovranno presentare bilanci precisi se non vorranno trovare sorprese sia sul fronte dei costi che dovranno sostenere per ricevere soldi in prestito, sia sull’importo dei fondi che le banche concederanno loro come finanziamento. Mancano ancora un po’ di giorni all’appuntamento con Basilea 2, ma Vnunet ha voluto iniziare questo viaggio per mettere in guardia le imprese con l’aiuto di Stefano Caselli, professore associato di economia degli intermediari finanziari presso l’Università Bocconi di Milano.“La prima cosa imparare ad avere un solo bilancio e il più possibile pulito, perché non c’è dubbio che le aziende preparano un po’ troppi bilanci e spesso distorti: uno per il commercialista, un altro per il fisco, un altro ancora per le banche, un altro adeguato alle norme del codice civile. La seconda mossa da fare è quella di saper comunicare e presentare i propri progetti futuri. E su questo, le nostre aziende sono carenti perché, mettendomi dal lato di una banca, quando un istituto di credito valuta un’azienda è difficile trovare un imprenditore che sappia spiegare dove voglia andare e in quali settori investire e che tipo di strategia seguire. Su questo punto, le grandi aziende sono preparate, le medio-piccole no. Infine – spiega Caselli – separare e chiarire i legami tra i proprietari e l’impresa. Quando si valuta una piccola azienda non si capisce dove finisca il patrimonio dell’azienda e dove inizi quello della famiglia. Questo miscuglio è molto pericoloso perché la banca che deve valutare la solvibilità, deve capire chiaramente quali siano i requisiti dell’azienda e quali quelli del proprietario. Nelle piccole aziende c’è un tutt’uno molto confuso e genera incertezza nella valutazione da parte di chi guarda le cose per dare o meno i fondi. Infine – chiude Caselli, per chi non si adeguerà, ci sarà una crescita del costo dei finanziamenti o addirittura la riduzione del credito.

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