Con Sdk Apple apre l’iPhone agli sviluppatori

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Lo smartphone supporterà anche Microsoft Exchange e con il firmware 2.0 sfiderà Rim. Ma la Mela di Cupertino avrà il controllo delle applicazioni che gireranno sull’iPhone, da vendere attraverso App Store

Apple svela iPhone Sdk e apre lo smartphone agli sviluppatori, ma sotto il controllo di Apple. Inoltre con il firmware 2.0 lo smartphone di Apple entrerà in ambito corporate e sfiderà Rim. All’evento californiano il Ceo Steve Jobs ha affermato che Apple offrirà come ambiente di sviluppo XCode, disponibile solo su Mac, e il framework è stato diviso in quattro settori. Electronic Arts ha tolto i veli a una demo di Spore, dimostrando che l’iPhone ha un futuro nel gaming. Tra le demo in anteprima l’instant messaging di AOL (AIM) e programmi corporate (finanza e sanità).

Gli sviluppatori accederanno all’iPhone a 99 dollari all’anno, come parte dell’ Apple iPhone Developer Program, mentre le grandi aziende dovranno pagare

299 dollari annuali per un programma enterprise.

Apple ha aperto l’accesso a Api e tool usati internamente per creare applicazioni per l’iPhone e per elaborare programmi che girino direttamente sull’iPhone.

L’Sdk dunque si fa in quattro: il sistema operativo basic in CoreOS (Lib System, BSD TCP/IP, Sockets, Security, Power Management, KeyChain, Certificates, File System, Bonjour); i servizi per sviluppo applicazioni nella sezione Core Services (Collections, AddressBook, Networking, Accesso ai File, SQLite, Core Location, Net Services, Threading, Preferenze, URL Utilities); le estensioni per l’interfaccia nel pacchetto Media (Core Audio, OpenAL, Audio Mixing, Audio Recording, Video Playback, JPG, PNG e TIFF, PDF, Quartz, Core Animation, OpenGL ES); infine l’area delle caratteristiche multimediali dell’iPhone in CocoaTouch (Multi-Touch, Accelerometro, View Hierarchy, Localizzazione, Avvisi, Web View, People Picker, Image Picker, fotocamera).

Ma la vera svolta corporate per l’iPhone avverrà a giugno con la versione 2.0 del firmware: allora il Melafonino integreràApp Store, il negozio virtuale

con cui gli sviluppatori, ottenuto l’ok di Apple (niente porno o programmi insicuri), porteranno applicazioni in vendita ottenendo il 70% del guadagno (Apple tratterrà il 30% per spese di gestione); inoltre il firmware 2.0 permetterà il supporto del protocollo ActiveSync Exchange di Microsoft, la cifratura IPsec VPN di Cisco e l’autenticazione WPA2 Enterprise su 802.1x.

Il supporto a Exchange di Microsoft significa avere Push email e calendari per sfidare il Blackberry, condividere rubriche e aggiornare automaticamente tutti i terminali aziendali, oltre a cancellare da remoto i dati aziendali degli iPhone persi. L’iPod Touch avrà infine un futuro simile. Sull’i Phone 3G o sul lancio in Italia, Apple non si è sbottonata.

Autore: ITespresso
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