Conciliare spesa e sviluppo

Management

Patrick Martin, chief executive officer di StorageTek, esprime la sua opinione sull’acquisizione di Storability, sulle prospettive dell’Information Lifecycle Management e sulle opportunità del mercato dello storage

etwork News: Qual è il significato dell’acquisizione di Storability? Patrick Martin: Storability ha il miglior prodotto di Storage Resource Management presente sul mercato; lo commercializziamo da due anni e conosciamo bene i suoi pregi. E’ utilizzato da quaranta dei nostri clienti più grandi e sono tutti concordi nel dire di avere ottenuto vantaggi straordinari. Ne siamo molto orgogliosi. Per capire la validità del prodotto basta confrontarlo con le soluzioni di Legato o di AppIq. Naturalmente un’acquisizione del genere ci responsabilizza nei confronti dei clienti che già utilizzano quei prodotti, i quali hanno compiuto quella scelta anche in base all’evoluzione stabilita dal management di Storability. Di conseguenza, siamo impegnati nel dare continuità a quel disegno. La tecnologia acquisita rappresenta la piattaforma per la nostra strategia di Ilm (Information Lifecycle Management). Le nostre strutture Hsm (Hierarchical Storage Management) e di backup/ recovery sono sottostanti a questa piattaforma e, quindi, coerenti con il contenuto dell’acquisizione. Anche Emc ha compiuto di recente molte acquisizioni, ma credo che loro mirino a una strategia di più ampio respiro, mentre noi intendiamo focalizzarci sulla nostra offerta. Ci limiteremo allo storage e al miglioramento della gestione dell’infrastruttura di storage. SD: Cosa accadrà a Storability? PM: Storability resterà un’ entità separata. Ha una sua focalizzazione, ha una missione e ha un obiettivo e noi concordiamo con queste strategie. Ciò che intendiamo fare è migliorare il funzionamento del back-end e del modello di attività sul campo, aggiungendo ulteriore valore. Uno dei criteri che ci hanno spinto verso questa acquisizione è la consapevolezza che non sarebbe stato necessario modificare pesantemente la roadmap di Storability. È veramente in linea con la nostra strategia e noi possiamo aiutare l’azienda a progredire più velocemente. SD: Come sono cambiate le vostre relazioni con Legato dopo l’acquisizione da parte di Emc? PM: Subito dopo l’acquisizione di Legato da parte di Emc ho parlato con David Wright, chief executive di Legato. La nostra intenzione era continuare a fare business come al solito, ma da quando legato è parte di Emc molte cose sono cambiate, gli obiettivi sono cambiati. SD: L’anno scorso ha affermato che una porzione significativa delle vostra entrate avrebbe dovuto provenire dall’Ilm. È andata effettivamente così? PM: In effetti, nello spazio Ilm abbiamo investito una quota molto significativa del nostro budget di Ricerca & Sviluppo e adesso iniziamo a raccoglierne i primi frutti. Nei prossimi trimestri renderemo disponibile un numero molto maggiore di soluzioni Ilm e la crescita futura dipenderà senz’ altro da soluzioni di questo tipo; in ogni caso, dobbiamo ancora sfruttare la maggior parte delle opportunità dell’ Ilm. SD: L’Ilm è ancora soltanto vaporware? PM: Molte aziende sfruttano l’Ilm come uno slogan, ma esiste un problema: quando i clienti chiedono un sistema Ilm, non si è in grado di fornirlo. Il vero significato di Ilm è attualmente in fase di ridefinizione. Ilm significa avere la capacità di gestire più efficacemente lo storage e metterlo sui dispositivi giusti, in modo da gestire l’ambiente a costi più contenuti. SD: Molti hanno sempre scelto lo storage in funzione del prezzo. Succede ancora così? PM: Il prezzo è sempre un fattore di cui bisogna tenere conto nell’acquisto dello storage. Nelle grandi aziende ci sono forti pressioni sui costi e gli It manager devono concludere il miglior affare possibile. Se però il sistema non soddisfa le esigenze degli utenti, significa che i criteri di scelta non erano corretti. Se l’unico criterio fosse il prezzo, credo francamente che i dischi subentrerebbero al settore del nastro, ma nulla di questo si è verificato. È evidente che il prezzo è uno dei criteri, ma i responsabili dei centri dati hanno bisogno di qualcosa che consenta di semplificare la gestione, non di complicarla. Al di fuori del nostro settore, non ci sono molte aziende che riconoscono il valore dell’It. I clienti, tuttavia, si rendono conto della necessità di migliorare la gestione dello storage perché si accorgono che i costi aumentano. Attualmente, una grossa percentuale della spesa è destinata allo storage. Quando spieghiamo alle aziende quali sono i livelli di efficienza o di inefficienza nel loro ambiente di storage, i chief executive e i chief financial officer incominciano a diventare interessati. La spesa destinata allo storage è quella caratterizzata dalla crescita maggiore nel loro ambiente; i costi del personale, del software e delle strutture sono tutti sotto controllo, a differenza del costo dei dati – che continua a crescere. Noi intendiamo consentire ai dirigenti di controllare questo ambiente. SD: Lei ha affermato che, nel settore dello storage, quest’anno il software e i servizi sono destinati a superare l’hardware. Questa previsione vale anche per StorageTek? PM: Il software e i servizi sono cresciuti rapidamente nell’intero settore, mentre l’hardware ha manifestato una crescita più lenta; di conseguenza, le rispettive linee si incroceranno quest’anno. Nel settore dello storage, i clienti spenderanno più per il software e i servizi che per l’hardware. Quest’anno, StorageTek farà molta Ricerca & Sviluppo nel software. SD: Come intendete espandere la vostra unità software? PM: Stiamo investendo molto in Ricerca & Sviluppo, inoltre possiamo contare su un’organizzazione software estesa e in crescita; intendiamo lavorare per incrementarla. Ovviamente, lo faremo con aziende come Storability. Le acquisizioni importanti sono sempre fonte di grandi opportunità. Se guardo a tutte le acquisizioni fatte nel mondo del software devo dire che spesso si è acquistato mirando alla quantità senza poi avere coerenza nella linea di prodotti. Vi sono aziende che si ritrovano ad avere dieci prodotti di dieci società diverse, con architetture, infrastrutture e schemi diversi. È difficile integrarli in modo coerente. Quando valutiamo le aziende, uno dei parametri che prendiamo in considerazione è il livello di integrazione che si rende necessario. Per capire cosa accade a chi non risponde a questa domanda prima di acquisire molte aziende, basta osservare quanto accaduto negli ultimi anni: quante acquisizioni hanno effettivamente prodotto maggiori entrate per la società acquirente? SD: Per concludere, quali sono le sue osservazioni sulla situazione attuale del mercato? PM: Vi sono persone che hanno alimentato aspettative eccessive sulle sorti di questo mercato. Credo che la crescita sarà ancora piuttosto lenta. Ci sono ancora alcune difficoltà, che sarà necessario affrontare nei prossimi trimestri. In ogni caso, sono ottimista e vedo un notevole slancio in Europa. Sono molto soddisfatto per i progressi che abbiamo compiuto in Europa negli ultimi trimestri. Sta incominciando a manifestarsi uno slancio maggiore anche nel Nord America, ma molti clienti sono ancora piuttosto cauti. C’è molta incertezza e il mercato azionario è probabilmente allo stesso livello in cui era all’inizio dell’anno, e ciò è particolarmente indicativo dell’intera economia.

Autore: ITespresso
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