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Allo Iulm e su un sito Internet Fiorello Cortiana invita a partecipare a
un’iniziativa per raccogliere nodi e proposte per una politica della conoscenza
ispirata all’Agenda di Lisbona

Nell’era dello sharing e della condivisione dei saperi, l’Italia non dispone di una politica per cogliere le sfide e le opportunità della “Società della Conoscenza” che l’Europa ha proposto con “l’Agenda di Lisbona“. Per dare nuovo impulso alle culture politiche del paese, c’è bisogno di costruire e condividere un retroterra comune nel quale si riconoscano tutti i portatori di interessi nelle loro differenze. Solo un comune retroterra culturale è la condizione per definire una comune agenda per la politica pubblica e le sue istituzioni. Allo Iulm, Libera Università di Lingue e Comunicazione (Aula Magna, ore 9.00), il 22 giugno si terrà un incontro per porre le basi a una comune agenda. I nodi problematici e le proposte raccolte nell’incontro del 22 giugno e in quelli in rete saranno consegnati a tutti i Parlamentari ed al Governo ed andranno a costituire un pubblicazione. Sul sito ecco cosa si troverà : 5×5 Nodi e Proposte (invito a partecipare al forum per dare voce e costrutto ai diversi fattori che si dimostrano abilitanti o disabilitanti per l’ecosistema digitale che ci coinvolge e la sua capacità di generare diffusione del sapere e condivisione della conoscenza); registrandosi al sito, è possibile inviare articoli e notizie, segnalare siti di interesse, creare un proprio blog e restare aggiornati su tutti i prossimi eventi e avvenimenti; chi andrà al convegno “condividersi” potrà partecipare alla Raccolta Differenziata Per un’Iconografia della Conoscenza Condivisa (per realizzare, insieme un’opera d’arte relazionale, costruendo un grande archivio di immagini e immaginari della conoscenza condivisa, anche via email). All’iniziativa hanno già aderito tra gli altri, oltre a Fiorello Cortiana: Stefano Rodotà, Franco Carlini, Marco Comastri, Arturo Di Corinto, Carlo Formenti, Anna Carola Freschi, Angelo Raffaele Meo, Giovanni Puglisi e numerosissime altre persone e professionisti dell’Italia digitale.

Autore: ITespresso
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