Condivisione dati personali, accordo Usa e UE alla stretta finale

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La UE vorrebbe chiudere i negoziati sulla gestione dei dati personali entro l’estate, tuttavia l’intesa dovrà ricevere il disco verde da parte del Parlamento Europeo

Unione europea (UE) e USA sono prossime a un’intesa sulla gestione dei dati personali. Al centro dell’accordo è la condivisione dati personali: si tratta di una normativa di enforcement information ed accordo sulle  indagini, per voltare pagina rispetto al controverso caso Prism e Nsa, rivelato da Edward Snowden, secondo cui la Cancelliera Angela Merkel venne spiata insieme ad altri vertici della UE. Nei giorni scorsi, Wikileaks ha pubblicato dei nuovi documenti che ridimensionano il ruolo di “vittima” della Germania nel piano di sorveglianza dell’NSA: il governo tedesco ha svolto un ruolo attivo nel piano di sorveglianza di massa portato avanti dalla National Security Agency statunitense ai danni di compagnie e cittadini tedeschi.

UE e USA vicine a un'intesa sulla gestione dei dati personali
UE e USA vicine a un’intesa sulla gestione dei dati personali

Secondo Reuters, l’accordo è vicino. Le discussioni sono in fase conclusiva, finalmente s’intravede la linea del traguardo. L’Europa sembra aver ricevuto ascolto grazie all’introduzione presso il Congresso Usa del Judicial Redress Act, nel marzo scorso, che però deve essere ancora ufficializzato.

I cittadini europei che vivono fuori dagli USA, avranno lo stesso trattamento con diritti pari ai cittadini europei che vivono negli Stati Uniti.

L’accordo potrebbe essere formalizzato a inizio giugno, purché vengano risolti gli ostacoli.

Il Data Protection Umbrella Agreement dovrebbe essere presentato ufficialmente al momento del prossimo meeting tra Stati Uniti ed Europa sulla giustizia e la sicurezza programmato per l’inizio del mese prossimo.

La Commissione Europea vorrebbe chiudere i negoziati entro l’estate, tuttavia l’intesa dovrà ricevere il disco verde da parte del Parlamento Europeo.

I negoziati sull’accordo quadro faranno anche da apripista per un accordo separato sui trasferimenti delle informazioni tra aziende. Alla fine del 2013, lo scoppio dello scandalo Prism (programma mediante il quale l’agenzia NSA poteva conoscere le informazioni direttamente sulle reti dei grandi operatori del cloud) aveva obbligato la Commissione Europea a spedire 13 raccomandazioni agli Stati Uniti per correggere il programma Safe Harbor che consente a un’impresa americana di certificare il suo ottemperamento delle leggi Ue, per avere il semaforo verde per trasferire i dati personali dall’Europa.

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Autore: ITespresso
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