Confindustria Digitale contro l’aumento dell’Equo compenso

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Protocollo d'intesa fra Siae e rivenditori di elettronica
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L’aumento dell’Equo compenso per copia privata porterebbe nelle casse della Siae una cifra compresa tra i 175 milioni di euro (stima Siae) e i 200 milioni di euro di euro (stima di Confindustria Digitale) rispetto ai 72 milioni di euro del 2012. Un incremento del 500% mentre il mercato IT soffre da trimestri. Ma Confindustria Digitale non ci sta con la proposta Siae

Confindustria Digitale ritiene che l’aumento dell’Equo compenso per copia privata possa trasformare la tassa della Siae in un iniquo balzello “preventivo” da far pagare a chi acquista smartphone, tablet e smart tv. L’aumento proposto dalla Siae al Ministro dei Beni Culturali Massimo Bray porterebbe nelle casse della collecting society una cifra compresa tra i 175 milioni di euro (stima Siae) e i 200 milioni di euro di euro (stima di Confindustria Digitale) rispetto ai 72 milioni di euro del 2012. Un incremento del 500% mentre il mercato IT soffre da trimestri una difficile congiuntura, causata dallo spostamento delle vendite dai prodotti desktop a Mobile. Ma Confindustria Digitale non ci sta con la proposta Siae; e chiede al ministro Massimo Bray di non alzare il contributo imposto ai produttori e agli importatori di dispositivi elettronici (Pc, chiavette Usb, tablet, smartphone eccetera) come indennizzo verso i titolari dei diritti di sfruttamento delle opere musicali e video.

Il ministro Bray – ha precisato il presidente di Confindustria Digitale Stefano Parisi nel corso di una conferenza stampa – ha espresso la volontà di aumentare del 500% l’importo che in Italia viene pagato per ogni dispositivo con memoria digitale, cellulari, smartphone, Pc, tablet, Mp3, cd, dvd, e di introdurlo anche per le smart Tv’‘.

Confindustria digitale propone al governo ”di sospendere tale aumento, convocare il tavolo tecnico con tutte le parti interessate per condurre uno studio indipendente sull’evoluzione tecnologica e il comportamento dei consumatori, recepire le raccomandazioni del Rapporto Ue dell’ex commissario Vitorino sulla copia privata, in modo da emanare, in tempi rapidi, un decreto che definisca un compenso effettivamente equo’‘. Intanto il ministro Bray ha chiesto al Comitato consultivo permanente per il diritto d’autore di aprire un’istruttoria per la revisione del controverso Decreto varato dal Ministro Bondi nel 2009. Il Comitato ha dato mandato alla Siae, beneficiaria del gettitodell’equo compenso, di redigere una relazione tecnica per attestare ”lo stato dei mercati e attuare una rilevazione delle tariffe medie europee”.

Un iPhone da 16 Gbyte potrebbe costare circa 4 euro in più, poiché la componente dell’equo compenso passerà, con questo incremento, dagli attuali 90 centesimi a 5,20 euro. Per i tablet si passa dai 3,20 ai 5,20 euro, per i computer da 3,20 a 6 euro.

L’associazione Altroconsumo chiede con una petizione “al Ministro Bray di non fare un regalo di Natale alla SIAE”.

Il governo è riuscito ad introdurre sgravi per la cultura, permettendo ai cittadini di dedurre fino a 1.000 euro per libri di editoria generale e altri 1.000 euro per libri scolastici e universitari. Ma non ha esteso la detassazione agli e-book, mostrando di avere  un approccio retrogrado nell’era digitale, anche se il ministro allo Sviluppo Zanonato ha detto di essere favorevole a tagliare l’IVA ai libri digitali.

Autore: ITespresso
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