Considerazioni biometriche

Sicurezza

Una carrellata sulle possibilità offerte dall’attuale tecnologia biometrica
per il riconoscimento sicuro dell’identità

Ciascuno di noi, ogni giorno deve fare i conti con le minacce che assediano le risorse It aziendali, i dati personali e le stesse identità degli utenti. P erchè e soprattutto come, ci si può impadronire dell’identità di qualcuno? Il perchè è piuttosto ovvio. La possibilità di effettuare operazioni rischiose o illecite spacciandosi per qualcun altro è sicuramente un forte incentivo all’appropriazione indebita di un’identità. Un po’ più complesso è invece il discorso di come ci si possa impossessare dell’identità altrui. Certo, restando ancorati alla fisicità di un individuo, risulta piuttosto difficile capire come qualcuno possa impadronirsi dell’identità di qualcun altro. Iniziando a codificare l’identità di un individuo per mezzo di alcuni dati fondamentali affidati a un supporto come per esempio una carta d’identità o una tessera magnetica, iniziamo già ad avere un’idea più chiara di come il furto d’identità sia possibile. Duplicando o impossessandosi di un documento d’identità e sostituendovi la foto originale con la propria ecco come è già più facile impossessarsi dell’identità di un altra persona. Se procediamo con il processo di astrazione e codifica, spostandoci verso l’universo informatico, ecco che un qualsiasi individuo viene rappresentato da una serie di codici binari, che possono essere facilemente trafugati e modificati.

Identità digitali E’ per questo motivo che industrie e governi stanno spingendo per l’adozione di pratiche sicure ed efficaci che possano essere utilizzate per fornire l’identificazione esatta di un utente, un partner o un qualsiasi interlocutore digitale. Tra le diverse soluzioni attualmente disponibili nel contesto attuale, l’utilizzo di caratteristiche biometriche come per esempio le impronte digitali, le caratteristiche dell’iride o la geometria del volto e della mano per l’identificazione o l’autenticazione dell’individuo, rappresentano l’unico strumento che consente, sotto opportune condizioni, di certificare l’identità dei soggetti sulla base di caratteristiche uniche e non riproducibili dell’individuo. Queste soluzioni promettono un livello di sicurezza tale che molti dei paesi a rischio terrorismo, fra i quali gli Usa e i paesi dell’Ue, stanno lavorando alla proposta di un nuovo tipo di passaporto che contenga informazioni biometriche al fine di rendere più affidabile l’identificazione dei soggetti. Anche l’Italia ha promosso una serie di iniziative in tale direzione, che, sebbene ancora in via sperimentale, prevedono l’utilizzo dell’elemento biometrico nella realizzazione di documenti quali il passaporto biometrico e il permesso di soggiorno elettronico. Tra tutti i caratteri biometrici identificativi di un individuo, quello più tecnicamente avanzato, provato e riconosciuto è l’impronta digitale. Non dimentichiamoci infatti che questo elemento distintivo è utilizzato per l’identificazione personale positiva da più di cento anni fa, da quando cioè è stato dimostrato che ogni impronta digitale ha una conformazione unica e irripetibile per ciascun individuo.

Chi sei? Fondamentalmente esitono due metodi di base per autenticare l’identità della persona usando la biometria:

L’identificazione biometrica Si tratta di un processo di autenticazione dell’identità della persona attraverso il confronto delle misure di alcune caratteristiche fisiche contro TUTTE le misure archiviate in una base di dati di riferimento. Soltanto le caratteristiche biometriche sono usate per individuare la persona nella base di dati di riferimento e confermare la sua identità. Questo processo spesso è denominato confronto ?uno-molti”.

La verifica biometrica Si tratta di un processo di autenticazione dell’identità della persona confrontando le misure di alcune caratteristiche fisiche contro uno o più record predeterminati archiviati in una base di dati di riferimento. In pratica, il pr ocesso di verifica (detto anche verifica uno a uno, dal termine inglese “1 to 1 matching”) prevede che il soggetto da autenticare dichiari la sua identità. Di conseguenza, il sistema deve effettuare un solo confronto tra l’immagine biometrica rilevata in tempo reale e l’immagine corrispondente all’identità dichiarata dall’utente.

I sistemi biometrici non sono comunque privi di errore. Basta considerare i numerosi fattori che possono interferire nell’apparente semplice processo di acquisizione di un’impronta digitale. La densità dell’impronta, la pressione del dito sul sensore, il grado di umidità della pelle, l’età, il sesso e il tipo di attività lavorativa sono tutti elementi che influiscono sulla precisione di traduzione dell’impronta nel suo corrispondente digitale. Tuttavia, il livello e la complessità degli attuali algoritmi di codifica delle impronte digitali sono tali, che riescono comunque a memorizzare le informazioni necessarie anche in condizioni estreme.

Conclusioni

La tecnologia biometrica ha raggiunto ormai un livello tale di precisione da aver trasferito in digitale l’identificazione di una persona attraverso una serie di caratteristiche fisiche inimitabili. Sicuramente le possibilità di errore esistono ancora, ma il livello di sicurezza garantito e la maturità raggiunta dalla tecnologia ne consentono l’utilizzo in numerosi settori. Inoltre, il livello d’errore e la sicurezza nel riconoscimento vengono ulteriormente amplificate dall’utilizzo della tecnologia biometrica in abbinamento ad altre forme di autenticazione. In alternativa, nel tentativo di proporre sistemi di autenticazione più robusti infatti, una tecnica nota in letteratura consiste nell’utilizzo congiunto di più modalità di autenticazione biometrica. La presenza nel campo dell’autenticazione biometrica dei sistemi multi modali nasce non soltanto dalla necessità di avere sistemi di riconoscimento più accurati, ma anche dalla semplice osservazione che l’indice di riconoscimento di una persona può variare in modo considerevole in funzione delle caratteristiche intrinseche della persona di fronte ad una data modalità biometrica. Insomma, la tecnologia di autenticazione biometrica ha dimostrato di essere ormai matura per entrare nella prassi quotidiana. Perchè questo avvenga, è comunque necessaria maggior fiducia da parte degli utenti e un maggior sostegno da parte delle istituzioni. La scelta di inserire l’impronta digitale elettronica nel passaporto biometrico o nella Carta d’Identità elettronica potrebbero sicuramente contribuire a un maggior utilizzo delle tecniche di riconoscimento biometrico.

Autore: ITespresso
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