ContactLab è Spa e aumenta il capitale di 4 milioni di euro grazie a P101

AziendeMarketing
contabilità, bilanci, soldi, deducibilità@shutterstock
0 30 Non ci sono commenti

Massimo Fubini, fondatore e ad di ContactLab e Andrea Di Camillo, managing partner P101, spiegano la nuova strategia della società: più fondi anche per diversificare all’estero

ContactLab diventa società per azioni e aumenta il proprio capitale di 4 milioni di euro grazie all’ingresso nel proprio azionariato di P101 operatore di venture capital. “Dopo uno sviluppo totalmente interno, abbiamo aperto la compagine societaria all’esterno con aumento di capitale per l’aumento del business. In questi anni – spiega Massimo Fubini, fondatore e amministratore delegato di ContactLabnon siamo mai andati a ricercare un fondo abbiamo avuto opportunità di incontro con fondi anche di nazionalità differenti. Abbiamo sempre seguito un percorso basato sulla crescita razionale e pianificata del business. L’apertura del capitale e l’apporto di risorse esterne sono stati un naturale passo per garantire un significativo potenziamento del percorso di crescita in questa direzione”.

ContactLab punta a chiudere il 2014 con un utile netto in aumento rispetto all’anno precedente e, anche grazie ai fondi apportati da P101 accelera il piano di ricerca e sviluppo del prodotto e l’espansione sui mercati internazionali. Fubini spiega che ci sarà un aumento della forza lavoro con investimenti che accelereranno il trend di crescita.

Andrea Di Camillo, Managing Partner P101
Andrea Di Camillo

“In questo momento storico – spiega Di Camillo stiamo vivendo cambiamenti straordinari che stanno aprendo grandi possibilità in diversi settori con il comune denominatore della tecnologia e del digitale: basti pensare agli oltre 2,5 miliardi di persone online, all’uso costante del mobile in tutte le sue sfaccettature o all’impatto delle tecnologie sui processi e controlli aziendali, con la possibilità di sfruttare e tracciare dati fino ad ora sconosciuti, mai analizzati e mai correlati. Quindi, proprio ora si deve tornare a parlare di venture capital perché per l’Italia può e deve essere un treno da prendere in corsa per non rimanere a guardare il mondo e l’economia che stanno cambiando trainati dalle nuove tecnologie”.

Secondo Di Camillo, l’ecosistema Italia non è mai stato così in fermento. Nell’ultimo anno hanno visto la luce numerose iniziative a supporto della nuova imprenditorialità. “Parlo di società di venture capital, nuovi programmi di accelerazione e piattaforme di crowdfunding, solo per fare alcuni esempi. Anche grandi aziende e banche hanno lanciato i propri progetti a favore delle startup. Cominciano a esserci risorse ma, rispetto alle reali necessità dell’ecosistema e confrontandoci con l’estero sono ancora esigue. Da un lato servirebbero quindi più incentivi agli investimenti, e in questo senso qualcosa si è mosso a livello normativo, dall’altro sarebbe necessario istituire un fondo dei fondi che favorisca lo sviluppo di un sistema di investitori qualificati in grado di concentrare le risorse nelle imprese con maggiori potenzialità di sviluppo. Inoltre i diversi soggetti che popolano il nostro ecosistema dovrebbero sforzarsi di collaborare più a stretto contatto, condividendo competenze e know-how, e unendo le forze per chiedere interventi e nuove riforme a sostegno dell’innovazione. È questo uno degli obiettivi di P101: creare un network di startup, incubatori, investitori e professionisti con cui confrontarci quotidianamente”, conclude Di Camillo.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore