Contro gli sprechi, il governo scommette sulla partecipazione degli italiani online

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Enrico Bondi: segnalate sul Web gli sprechi da tagliare

Segnala gli sprechi nella PA: basta compilare un form sul Web e i tagli alla spesa diventano 2.0

Quante volte leggiamo appelli ed inviti su Facebook e Twitter. Nell’era dei social network e del crowdsourcing, anche il governo Monti, che cerca una svolta, riparte dal Web. Segnala online gli sprechi nella PA: è sufficiente compilare un form sul Web con i propri dati personali per indicare sprechi e sperperi di cui siamo a conoscenza; per suggerire i tagli alla spesa che secondo noi sarebbero utili. L’Italia diventa 2.0 ed interattiva, dopo aver snobbato per anni l’e-government e l’e-participation? È presto per dirlo, ma l’invito ad “esprimere la nostra opinione” sembra un piccolo passo avanti. Un micro incoraggiamento a usare il Web per rimettere i cittadini al centro del processo decisionale.

L’e-govrnment italiano finora è fallito proprio nel pieno coinvolgimento degli utenti online: anche la dematerializzazione fatica ad aver successo, per vari motivi culturali. Il lancio di una farraginosa CEC-PAC al posto della PEC ed il flop di Italia.it, sono due esempi emblematici che hanno accompagnato le difficoltà dei governi italiani a comunicare sul Web in maniera incisiva ed utile.

Ma proprio la voglia di Internet, emersa con il Censimento 2012 dell’ISTAT (un sito in Creative Commons), ha ridato speranza e fiducia a chi crede che l’e-gov possa servire a tagliare sprechi, ridurre inefficienze, accorciare le distanze fra cittadino e Pubblica Amministrazione Digitale. Chi segnala gli sprechi e gli sperperi nel settore pubblico, aiuta innanzitutto la comunità, dunque noi stessi. Perché segnalare sprechi e denunciare l’evasione o l’elusione, incarnano la voglia di Web e di “democrazia 2.0” degli italiani. Aspettando il Decreto Digitalia per attuare l’Agenda Digitale che concretizzi le “tre I” per crescere – finalmente, dopo troppi annunci con “effetto spot” -, il sito del governo che invita a dire la nostra, è un piccolo passo verso l’e-participation. Perché democrazia è partecipazione, non qualunquismo.

UPDATE: Solo nella giornata di mercoledì, quando è stato pubblicati il link, sono giunti 18.820 messaggi: in media uno ogni 4 secondi. Ad oggi i suggerimenti arrivati a governo.it sono 40mila.

Enrico Bondi: segnalate sul Web gli sprechi da tagliare
Enrico Bondi: segnalate sul Web gli sprechi da tagliare
Autore: ITespresso
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