Contro il rialzo del canone Telecom, una petizione online

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Le associazioni consumatori scrivono una lettera a Telecom e all’AgCom per ritirare l’aumento del canone e tagliare le tariffe di terminazione mobile. Per non relegare l’Italia delle Tlc in un angolo e per promuovere la concorrenza

Il caro-vita non molla: anche il canone Telecom aumenterà da febbraio . Le associazioni consumatori scrivono una lettera a Telecom e all’AgCom e lanciano una petizione online per chiedere di ritirare l’aumento del canone e tagliare le tariffe di terminazione mobile (quella parte di costi che l’operatore di chi chiama, paga all’operatore di chi riceve la telefonata e che poi ricadono sulle tariffe finali), con una riduzione ben più netta di quella indicata dall’Autorità; e per impedire ogni decisione che possa in qualche modo pregiudicare le scelte da fare sulla proprietà della rete di nuova generazione.

Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro Tutela Consumatori Utenti, Cittadinanzattiva, Codici, Confconsumatori, Movimento Consumatori promuovono una petizione online e hanno inviato una lettera formale all’AGCom e al Governo.

Le associazioni consumatori temono che l’aumento del canone Telecom avvenga senz aottenere in cambio nessun impegno concreto a migliorare l’efficienza della rete. Inoltre temono che taglio sulle tariffe di terminazione nella telefonia mobile, sia inferiore alle richieste del Commissario europeo per le Comunicazioni, Viviane Reding. Con qualche ricaduta sulle tasche dei consumatori: 300 milioni annui in più per Telecom Italia grazie al ritocco del canone; 3 miliardi di euro– che pagheranno gli utenti – la stima della differenza tra le tariffe proposte agli operatori dall’AGCom italiana e il taglio, più netto, in discussione a livello europeo (previsto un risparmio di 5 miliardi di euro).

Secondo le associazioni, tali decisioni reghelerebbero l’Italia all’angolo del panorama delle telecomunicazioni, senza nessuna garanzia verso una riqualificazione tecnologica e una maggiore apertura alla concorrenza nel settore.

Autore: ITespresso
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