Controcampo

Management

?Puntata speciale questa sera: tutti i gol, le polemiche e gli errori
arbitrali…?(Sandro Piccinini)

Controcampo è un manageriale di calcio atipico, in cui sono innestati elementi ispirati alla omonima trasmissione televisiva di Mediaset. L’idea di per sé non sarebbe male, ma il risultato finale risulta lacunoso sotto molti aspetti. In primo luogo la parte del gioco dedicata all’apprendimento delle regole è stranamente complicata: Sandro Piccinini ed Elisabetta Pedron, si sforzano di spiegare a parole una misteriosa interfaccia che non viene mostrata a video. Se considerate poi che anche il manuale è povero di informazioni, il risultato è che si passano le prime ore di gioco a cercare di capire come funziona l’interfaccia dei comandi e come svolgere i compiti tipici di un allenatore ?virtuale?: scegliere la formazione, sostituire un titolare in campo con uno in panchina o inserire nella lista dei ?panchinari? un calciatore in precedenza non convocato. Le meccaniche di gioco non sembrano ben calibrate, perché alcune scelte risultano complicate o del tutto impossibili. Per esempio, se volete effettuare una sostituzione inserendo un terzo attaccante, ma allo stesso tempo continuare a utilizzare il modulo ?4-4-2?, che ne prevede solo due, il sistema provvede a effettuare in modo arbitrario la sostituzione di almeno due giocatori a caso! Alla prova del ?campo? il gioco, pur con i suoi limiti, si rivela comunque discreto, capace anche di sorprendere per alcune scelte particolarmente azzeccate. Per esempio è possibile modificare le caratteristiche di un giocatore, attraverso l’allenamento, per poi impiegarlo in un modulo in cui altrimenti non avrebbe potuto essere utilizzato. Senza infamia e senza lode si rivela il motore grafico: ha il pregio di essere relativamente ?leggero? così che Controcampo è in grado di girare anche su PC dalla configurazione hardware non molto potente, ma il livello di dettaglio è basso. Il sistema di telecamere offre poi un’ampia varietà di inquadrature, modificabili in tempo reale, e permette di osservare le partite nel modo migliore. Lascia invece del tutto a desiderare quello che dovrebbe essere il punto di forza del titolo, cioè il legame con la trasmissione. Il commento finale sulla partita, sul risultato e i relativi episodi è stereotipato e deludente. La discussione è ridotta a uno scialbo filmato che è più o meno sempre lo stesso e Piccinini commenta con scarso entusiasmo la spesso imprecisa moviola di Cesari sugli episodi più discussi. Il fatto più grave è che, nel gioco, la trasmissione ricopre il ruolo di semplice divertissement. Nessuno infatti dei commenti del post partita ha effetti tangibili né sul morale né sulla qualità dei giocatori né tanto meno sulla stima della dirigenza nei confronti dell’allenatore. L’unico vantaggio è che interagendo con uno dei tre canali tramite cui la trasmissione reale è fruibile, cioè TV, digitale terrestre e sito Internet, è possibile recuperare dei codici particolari che consentono di ottenere insperati aumenti di budget, consigli e strepitose offerte durante il periodo di calcio mercato. E poi… dove sono Mughini e Abatantuono?

Autore: ITespresso
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