Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria

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L’intervento di Lucio Stanca.

“L’azione del Governo sul fronte dell’innovazione tecnologica si sviluppa lungo un percorso coerente, legittimato anche dai risultati del recente Rapporto Innovazione e Tecnologie Digitali. Ma c’è un ritardo di molti anni da colmare ed i cambiamenti in atto sono grandi, strutturali, richiedono molto tempo e non sono pienamente visibili nell’immediato”. Così Lucio Stanca, Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, nel suo intervento al convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria, a Capri, ha condiviso le indicazioni venute dal presidente Anna Maria Artoni, riporta una nota del Ministero. “Concordo pienamente con l’Artoni quando sostiene che il rilancio dell’economia italiana ha come strada obbligata quella dell’innovazione tecnologica” ha aggiunto Stanca, secondo il quale “le proposte alternative che giungono anche dal mondo imprenditoriale sono ben accette, ma vanno accompagnate da precise indicazioni su come reperire le risorse necessarie se si chiede uno sforzo aggiuntivo. L’azione del Governo, infatti, è limitata dai vincoli imposti dall’Unione Europea oltre che dal ciclo negativo della congiuntura internazionale”. Il ministro ha poi sottolineato, continua la nota, che “in questi due anni e mezzo il Governo ha dimostrato di privilegiare la strada dell’innovazione, sia sul fronte dell’istruzione che su quello della ricerca e della tecnologia, determinando un’azione di cambiamento, di svolta del trend, azione confermata anche con la Legge Finanziaria 2004”. Stanca ha ancora detto: “È il momento di dimostrare tutti non solo grande senso di responsabilità ma anche fiducia. Non pratichiamo lo sport nazionale dell’autolesionismo. Smettiamo gli occhiali scuri e facciamo tutti uno sforzo per dare il meglio di noi stessi, uno sforzo che è proprio degli imprenditori, soprattutto di quelli più giovani». E riferendosi al Rapporto Innovazione e Tecnologie Digitali, appena presentato al Senato, il ministro ha ricordato che esso “è non solo una fotografia ma anche un’analisi delle opportunità offerte dalla politica dell’innovazione. Da questa radiografia emerge non solo che persiste un analfabetismo informatico che interessa 2/3 degli italiani; ma affiora pure la difficoltà che le imprese hanno nell’investire in innovazione tecnologica digitale. È proprio sui risultati di questo check-up e sulle enormi potenzialità delle imprese italiane che si innesca l’impegno del Governo per delineare un percorso coerente, ragionato e responsabile sulla strada dello sviluppo mediante la leva dell’innovazione tecnologica e, in particolare, di quella digitale, rimasti tra i principali strumenti in grado di sostenere la competitività del Sistema Paese”. Il ministro ha infine ricordato che con il collega Marzano ha varato il Piano Innovazione Digitale nelle Imprese proprio “rafforzare l’innovazione nei settori del made in Italy attraverso le tecnologie dell’informazione e della comunicazione al fine di migliorare la produttività e, conseguentemente, la competitività; sostenere lo sviluppo di selezionati settori hi-tech; ridare attrattività al nostro Paese creando un ambiente favorevole a Ricerca favorire il trasferimento tecnologico dalla ricerca pubblica alle imprese”.

Autore: ITespresso
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